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L'intervista di "Affari e Finanza" al presidente di Asstra Andrea Gibelli

Andrea Gibelli: bus elettrici, serve intervento pubblico

Con un'intervista concessa all'inserto economico del quotidiano La Repubblica "Affari e Finanza" il presidente di Asstra Andrea Gibelli, chiede l'intervento pubblico per incentivare la transizione all'elettrico del Tpl.

Con un'intervista concessa all'inserto economico del quotidiano La Repubblica "Affari e Finanza" il presidente di Asstra Andrea Gibelli, chiede l'intervento pubblico per incentivare la transizione all'elettrico del Tpl.
 
Con un'intervista pubblicata sul numero odierno dell'inserto economico "Affari e Finanza" il presidente dell'Asstra, la associazione del trasporto pubblico locale, chiede al governo di equiparare il settore alle imprese industriali energivore unico modo, per  il numero uno di Asstra e presidente di Ferrovie Nord, di incentivare gli investimenti delle aziende pubbliche e private del trasporto pubblico nella mobilità elettrica.
 
"Il nostro settore - dichiara ad "Affari e Finanza" -  sarà centrale nella trasformazione delle aree metropolitane, una sfida giocata sulla mobilità elettrica, nel trasporto privato ma soprattutto in quello pubblico. Qualunque governo non potrà non tenerne conto: diventerà uno dei settori industriali più importanti per la crescita del paese e come tale deve essere trattato".
 
Lo strumento indicato da Andrea Gibelli è quello di concedere sgravi fiscali - da finanziare con le bollette degli italiani - per il settore in quanto energivoro, esattamente comme avviene per l'industria. 
Presidente Gibelli, in base a cosa il settore del trasporto pubblico chiede incentivi? «Tutto nasce da una direttiva europea, che risale a più di dieci anni fa, la quale ha stabilito che sia il settore manifatturiero sia il settore mobilità potessero usufruire di agevolazioni. 
 
L'Italia, ricorda il presidente di Asstra, nel solco di una direttiva europea in vigore da circa 10 anni, ha scelto di concedere agevolazioni sotto forma di sgravi fiscali alle imprese cosiddette energivore. Ora - è la richiesta del rappresentante delle imprese Tpl - chiederemo al governo che gli incentivi vengano estesi anche al trasporto pubblico.
 
Questo - aggiunge - per favorire il passaggio alla trazione elettrica e migliorare la qualità della vita nelle città. Da una parte - osserva Gibelli - si assiste alla continua espansione della mobilità elettrica condivisa, con l'incremento dell'offerta di auto elettriche, bici elettriche, scooter e monopattini, dall'altra, il settore del Tpl procede a rilento in ragione degli elevati costi per il rinnovo delle flotte non inquinanti.
 
Da qui la richiesta al governo di iniettare risorse aggiuntive al Fondo Nazionale Trasporti, che allo stato attuale è insufficiente e non consente gli investimenti necessari, attraverso il reperimento delle risorse necessarie da spalmare sulle bollette elettriche.
 
La richiesta al governo è in rampa di lancio: " La faremo a breve - dichiara Gibelli - anche a valle di una sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che quando un costo per le imprese è da ritenere incomprimibile si può chiedere l'estensione del beneficio fiscale. Il trasporto pubblico rientra in quella categoria". 

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Pubblicato il 02 settembre 2019 da massimiliano torre
Tags: primo_piano