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Umbria Mobilità, in arrivo maxi-prestito da 15-20 milioni della Regione, giovedì accordo sui crediti

Umbria Mobilità, maxi-prestito dalla Regione

Tutti i soci attorno ad un tavolo, la presidente Marini: «Emendamento al Bilancio da approvare il 4-5 aprile, l'azienda li restituirà». Venerdì assemblea, ok alla ricerca del partner Umbria Mobilità, in arrivo maxi-prestito da 15-20 milioni della Regione

Perugia - Con gli autobus di Umbria Mobilità impantanati tra un prestito dalle banche che non arriva e una ricapitalizzazione che non vede la luce la soluzione, parziale ma economicamente sostanziosa, la trova la Regione: un maxi-prestito tra i 15 e i 20 milioni di euro per garantire il servizio e gli stipendi, approvato dal consiglio regionale tramite un emendamento al Bilancio che dovrebbe andare in aula il 4 e 5 aprile.

 

Ad annunciare l’emendamento è stata la presidente Catiuscia Marini lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa con il nuovo management, i presidenti delle due Province e i sindaci di Perugia, Terni e Spoleto.

 

Una soluzione con cui si scavalcano i problemi che arrivano specialmente dal fronte ternano, impelagato tra Comune e Provincia ad approvare delibere (contenenti il via libera all’aumento di capitale e alla famosa lettera di patronage per le banche) che non si riescono ad approvare per frizioni politiche e problemi di bilancio. 

 

I soldi La lettera non è ritenuta una garanzia sufficiente da parte degli istituti di credito, le delibere sono considerate «blande» anche dall’assessore ai Trasporti e UM, tra l’altro, ha un’esposizione debitoria di circa 100 milioni di euro.

 

Un’esposizione da imputare alle vecchie società di tpl, osserva la presidente.

 

Insieme al maxi-prestito (il cui piano di rientro sarà concordato con UM), come emerso nelle scorse settimane la giunta pensa di erogare in modo diretto all’azienda i fondi destinati al tpl, senza farli passare dai Comuni così da accorciare i tempi evitando anche possibili intoppi legati al patto di stabilità.

 

Dei 100 milioni recentemente toccati all’Umbria dal riparto nazionale, tolti quelli per il contratto con Trenitalia (una trentina) il resto sarà erogato ogni mese per i servizi svolti. La presidente tiene a precisare che l’opzione di un prestito con le banche è ancora in piedi e che gli enti (solo Comune e Provincia di Perugia di fatto hanno approvato le delibere) sono tenuti all’aumento, ma di fatto questa soluzione sembra «commissariare» tutte le altre. 

 

L’assemblea Di tutto questo si discuterà venerdì alle 17.30 quando i soci si ritroveranno di nuovo per un’assemblea straordinaria dove all’ordine del giorno, oltre a quanto sopra si discuterà anche del via libera alla ricerca del partner industriale, privato o pubblico poco importa.

 

Ricerca indispensabile perché i soldi messi dalla Regione rappresentano l’avvio di una «fase transitoria» che dovrà portare, all’incirca nel giro di 4-5 mesi, all’ingresso del nuovo partner.

 

Tra i soci, come filtrato dopo la conferenza stampa, è dibattito aperto sulla quantità di quote da vendere (e su quale ramo d’azienda): il piano degli advisor prevede il 51%, altri preferirebbero il 50%.

 

Insomma, discussione in itinere ma con alcuni paletti che fissa la presidente: «Deve essere – ha detto – un soggetto che ha una storia industriale e che non si costituisce ora, ad hoc».

 

Il prinicipale indiziato rimane Trenitalia che entrerebbe in una UM «il cui ramo umbro – tiene a precisare Marini – è sano». 

 

I crediti I problemi insomma sono da addebitare esclusivamente ai 60 milioni di euro di crediti vantati verso Comune di Roma e Regione Lazio e le colpe ricadono interamente sul vecchio management. «I problemi – ha detto Bocccali – li abbiamo scoperti con un certo stupore».

 

E proprio sul maxi-appalto romano e su tutto ciò che ne consegue i due advisor nominati dovranno fornire informazioni dettagliate.

 

I soci stanno raccogliendo materiale e non sono escluse azioni legali nei confronti della vecchia dirigenza silurata a novembre: «Noi – dice la presidente – siamo i rappresentanti legali degli enti e verificheremo se siano stati tutelati i beni pubblici».

 

Giovedì l’amministratore delegato Franco Viola e il presidente Lucio Caporizzi saranno a Roma per firmare il piano di rientro dei crediti. Stando a quanto emerso nelle scorse settimane, alcuni soldi sono già arrivati nelle casse di UM e il resto dovrebbe tornare così: 500 mila euro al mese fino a giugno e poi 2,5 milioni a quadrimestre. Buone notizie poi ci sarebbero anche in merito al lodo su altri crediti laziali per circa 13 milioni.

 

Umbria Mobilità, possibile aumento del 15% dei biglietti per alcuni comuni. Tornelli sui bus  Catiuscia Marini: «Non c'entra nulla con il risanamento dell'azienda, è la legge che impone di coprire il 35% del costo».

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Pubblicato il 20 marzo 2013 da Pietro Barabino
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