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Fase 3

Treni e Bus pieni: regioni in ordine sparso

La Regione Emilia Romagna ha aperto il fronte contro le limitazioni di carico sui mezzi di trasporto pubblici. Le altre regioni del nord, esclusa la Lombardia, si sono messe a ruota. Un ordine sparso che aumenta confusione e incertezze e che richiede una linea comune

La decisione assunta nei giorni scorsi dalla giunta regionale dell’Emilia Romagna, di introdurre una deroga ai limiti imposti dal Mit sul numero massimo di passeggeri consentiti sui mezzi di trasporto pubblico, sta scatenando un vero e proprio vespaio.


Dopo l’Emilia Romagna, a ruota, hanno adottato la stessa misura i Presidenti di Veneto, Friuli e Liguria. La scelta si configura, di fatto, come un rompete le righe.

 

Dunque, regioni in ordine sparso su un aspetto che ha un notevole impatto sull’intero sistema dei trasporti pubblici e che determina problemi di difficile soluzione sulla mobilità interregionale.

 

Il “particolarismo” in un ambito vitale come quello dei trasporti è un nonsense. L’adozione di differenti “coefficienti di carico” fra regioni che sono strettamente connesse è un ulteriore elemento di instabilità per l’intero sistema dei trasporti.


Occorre uniformare le regole e farsi carico del problema: i presidenti di regione che hanno cancellato i limiti di carico sono partiti dalla situazione epidemiologica e deciso di conseguenza. Al governo la responsabilità di indicare con chiarezza se le decisioni prese in autonomia sono un pericoloso salto in avanti oppure se i dati sulla diffusione del Covid-19 confermano che è possibile allentare le misure di sicurezza e stabilire una comune linea d’azione.


Urge una parola definitiva e il compito spetta a chi ha responsabilità di governo. Decisione che può essere presa dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con l’emanazione di nuove linee guida.
 

Quello che è certo è che la richiesta di uniformità avanzata da diversi governatori , come anticipato in queste ore dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sarà portata con la massima urgenza nella prossima Conferenza Unificata Stato-Regioni.

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Pubblicato il 30 giugno 2020 da massimiliano torre
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