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Rapporto Legambiente

Pendolaria 2019: le 10 peggiori linee ferroviarie 2019

Il rapporto 2019 conferma che anche quest'anno il podio per le tre peggiori ferrovie d'italia spetta a l'ex Circumvesuviana, alla Roma Nord-Viterbo e alla Roma-Ostia Lido.

Come ogni anno Legambiente ha diffuso il rapporto che illustra la condizione di vita di migliaia di cittadini alle prese con i treni regionali illustrando i cambiamenti, in termini di quantità e qualità, dei treni in circolazione.
 
In attesa del cambio di rotta promesso da Fs con il nuovo piano industriale  2019-2023 che nelle intenzioni del gruppo sposta il focus delle attività del gruppo sul trasporto regionale, il rapporto Pendolaria 2019 testimonia che i disagi per i cittadini sono ancora rilevanti da Sud a Nord: in troppe aree del Paese - si legge nel rapporto  - i treni  anno dopo anno, si riducono; i tempi di percorrenza si allungano, con la conseguenza che sempre più persone abbandonano questa modalità di trasporto perché trovano convogli sempre più affollati, vecchi e con continue cancellazioni.
 
La classifica stilata delle 10 linee peggiori è "verticale" e attraversa l'intera penisola: in questa graduatoria troviamo la Milano-Chiasso, la Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta, la Genova-Ovada-Acqui Terme, la Verona-Rovigo, la Terni-Sansepolcro, la Battipaglia-Potenza-Metaponto, la Agrigento-Palermo.
 
Pendolaria 2019 evidenzia inoltre come su alcune linee ed in alcune città la situazione sia peggiorata e le speranze che in tempi ragionevoli cambi qualcosa sono ridotte a lumicino: l’ex Circumvesuviana, la Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido restano le linee ferroviarie peggiori d’Italia e nonostante i continui appelli continuano a peggiorare. 
 
Il dato positivo è che lentamente si riduce l'età dei treni: continua la dismissione dei convogli più vecchi in molte regioni, con l’età media arrivata a 15,4 anni (nel 2017 era di 16,8 anni), grazie al trend iniziato negli scorsi anni con l’immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia. Il miglioramento è avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove sono diminuiti età media e numero di treni con più di quindici anni di età.
 
Altra nota in chiaroscuro è quella legato al numero dei treni in circolazione: il numero di treni in circolazione nelle regioni è aumentano dell’1,1% ma risulta ancora insufficiente per accogliere la domanda di mobilità che negli ultimi 10 anni è cresciuta del quasi 7% passando da 2,7 a 2,9 milioni di pendolari.

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Pubblicato il 17 dicembre 2019 da massimiliano torre
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