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Mobilità sostenibile

Per una mobilità sostenibile urbana intra e post emergenza COVID-19

Oltre 20 associazioni da sempre in prima linea nella promozione di una mobilità sostenibile hanno inviato una lettera appello al Pres. del Consiglio e a numerosi altri esponenti delle istituzioni

"Le associazioni firmatarie chiedono che vengano messe in atto le misure necessarie a contenere il previsto incremento dell'uso dell'auto nelle nostre città che si prospetta a fine emergenza - dettato in primis dalla riduzione dell'uso del trasporto pubblico sia per garantire l'applicazione delle restrizioni di sicurezza previste, sia per una sfiducia da parte della popolazione - a favore di una mobilità alternativa sostenibile (ciclo - pedonale), che possa tutelare la salute delle persone e il rispetto dell'ambiente". 
 
Così si apre la lettera appello inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a numerosi esponenti del Governo, al responsabile della Protezione Civile e di altri organismi istituzionali, da oltre venti associazioni nazionali da sempre in prima linea nella promozione di una mobilità sostenibile.
 
Nella lettera le associazioni riunite in un Coordinamento nazionale (SalvaiCiclisti Roma - SiC Roma A.p.s.; Alleanza Mobilità Dolce; Associazione hub.MAT, Olbia; Associazione Napoli Pedala; Bike to school; Bike4city A.p.s.; Bikeitalia. it; Ciclostile - ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento; Cittadini per l’aria Onlus; Comitato Torino Respira; Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna; Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino; Ecoborgo Campidoglio – Torino; Famiglie senz’auto; FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta; FIAB Firenze Ciclabile; FIAB Roma BiciLiberaTutti; FIAB Torino Bici e Dintorni; Fondazione Michele Scarponi Onlus; Fridays For Future – Como; Fridays For Future – Milano; Italian Cycling Embassy; Kyoto Club; Legambici - Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS; Legambiente; Legambiente Metropolitano Torino e area metropolitana; Milano Bicycle Coalition ASD; Milano Bike Pride Fiab Torino; Rete Vivinstrada - Associazioni per la cultura e prevenzione stradale; Salvaiciclisti Bologna A.p.s.) hanno voluto presentare una serie di  riflessioni che si sono tradotte in  proposte unitarie riguardo alle criticità future nel settore della mobilità che inevitabilmente si presenteranno al termine dell'emergenza sanitaria.
 
"La fine delle restrizioni per la gestione di emergenza di contrasto della diffusione della Covid-19 - si legge nella nota -  porterà una nuova condizione di emergenza traffico nelle città italiane. Lo scenario è quello per cui l’uso del trasporto pubblico locale sarà fortemente ridotto, sia a causa del mantenimento delle restrizioni, sia causa della sfiducia della popolazione nel prendere i mezzi pubblici. Il trasporto pubblico locale sposta quote rilevanti di cittadini, fino al 55% nelle grandi città, a cui si aggiunge l’enorme movimento di persone che usano i treni pendolari. Fatto tutto ciò che si potrà per mantenere e migliorare i servizi di trasporto pubblico, si può facilmente prevedere che quote importanti di questi spostamenti abbandoneranno il trasporto pubblico e cercheranno altre modalità di spostamento. Si pone dunque il problema di garantire altre forme di mobilità alternative all’auto".
 
Noi Associazioni promotrici  - continua la nota - suggeriamo il seguente pacchetto di misure per la gestione sostenibile della mobilità nella fase emergenziale e in quella immediatamente successiva:
 
1. Realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture “soft”, a basso costo e rapida attuazione, per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada. Ad esempio: percorsi pedonali e corsie ciclabili in sola segnaletica, doppio senso bici, strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, strade scolastiche, intermodalità bici-TPL (Rete di Mobilità di Emergenza/Transizione):
 
2. Introduzione, già dal prossimo “decreto aprile”, di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva come alternativa all'uso dell'auto privata e complementare al trasporto pubblico. Ad esempio: Fondo interventi urgenti mobilità sostenibile dei Comuni (per realizzare quanto previsto al punto 1), bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici;
 
3. Pieno mantenimento delle misure di equilibrio del sistema della mobilità, come le ZTL, la sosta regolamentata, le corsie preferenziali, indispensabili ancor più ora per gestire il traffico, rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto ed evitare la completa paralisi circolatoria derivante da un “liberi tutti” di spostarsi comunque e ovunque in macchina;
 
4. Contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorativa e commerciale, promuovendo in modo diffuso lo smart working come modalità facoltativa di lavoro con priorità per i pendolari extraurbani, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici, e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando ed incentivando quelli su bicicletta e cargo-bike;
 
5. Riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità) come modo di trasporto urbano resiliente, in quanto capace di garantire il diritto alla mobilità in sicurezza per tutti e di assorbire una quota rilevante della mobilità nel rispetto della distanza di sicurezza e con la minore occupazione di spazio, evitando di aumentare in modo insostenibile il traffico privato e congestionare i mezzi pubblici;
 
6. Istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico che coordini e armonizzi le misure di cui ai punti precedenti su tutto il territorio nazionale all’interno di un Piano di Mobilità di Emergenza/Transizione Covid-19.
 
7. Realizzazione di campagne informative nazionali per stimolare stili di vita basati su forme di mobilità attiva, indispensabili per tenersi in salute e recuperare la forma fisica.

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Pubblicato il 16 aprile 2020 da massimiliano torre
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