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L'analisi di Roma Servizi per la Mobilità

Roma: l’impatto Covid 19 sulla mobilità

Pubblicato il rapporto sull'impatto del Covid-19 sulla mobilità diffuso da Roma Servizi per la Mobilità in collaborazione con il Dipartimento della Mobilità di Roma Capitale e le tre Università romane (Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata) 

In queste ore Roma Servizi per la Mobilità, società partecipata al 100% dal Comune di Roma che svolge attività strategiche di pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità pubblica e privata, ha diffuso i dati relativi all’impatto del Covid-19 sulla mobilità della Capitale.
 
Lo studio, condotto in collaborazione con il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale e con il supporto delle tre università romane  La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre,   ha preso in considerazione tutte le principali tipologie di spostamento (Privato, Pubblico e pedonale) sulla base dell’analisi dei seguenti specifici set di dati: 
 
1) FCD – Floating Car Data: un campione di veicoli che hanno istallato a bordo un dispositivo di geolocalizzazione. Sono autovetture e mezzi commerciali che si muovono su tutto il territorio comunale;
 
2) Stazioni di misura di Roma Servizi per la Mobilità: sezioni su strade principali dove misuriamo la quantità di traffico veicolare che transita per ogni ora (vista red e impianti semaforici);
 
3) Tornelli delle linee metropolitane: vidimazioni in ingresso alle stazioni delle metropolitane di Roma;
 
4) Antenne Bluetooth: permettono di leggere i passaggi di pedoni e veicoli attraverso i segnali bluetooth dei telefoni cellulari letti in forma anonima
 
L’analisi dei dispositivi di geolacalizzazione installati a bordo dei mezzi nel periodo preso in considerazione (febbraio 2020-luglio 2020) ha evidenziato un costante calo della densità di mezzi per Km2  con picchi massimi registrati in occasione del primo lockdown e in seguito alle misure restrittive imposte dal DPCM per alcune categorie commerciali con inevitabili ricadute sulla consegna delle merci. In linea di massima rispetto al mese di ferbbraio 2020 (mese pre-covid) i picchi massimi di diminuzione si sono avuti a marzo, con un -57% di auto private e -25% di mezzi pesanti e, ancor di più nel mese di aprile quando le rilevazione hanno evidenziato un-76% di mezzi privati e un -51% per i mezzi pesanti.
Percentuali che sono tornate  a crescere con  la fine dell’emergenza coincisa con la cosiddetta fase 2.
 
Analogo scenario per le rilevazioni effettuate nelle “stazioni di misura” con forti diminuzioni nel periodo di lockdown (con percentuali in doppia cifra e con punte superiori al 75% in diversi giorni del mese di marzo) e una tendenza confermata con il segno meno (anche se più contenute) anche nelle rilevazioni condotte ad ottobre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.
 
Per quanto concerne i dati relativi al trasporto pubblico, con le rilevazioni effettuate agli ingressi delle stazioni della metropolitana, i dati confermano il crollo della vidimazione dei titoli di viaggio. 
L’aspetto più significativo emerso dalle misurazioni è che nonostante la riapertura delle attività di cui al DPCM 26 aprile 2020  e di quelli seguenti che hanno segnato l’avvio delle cosiddetta Fase 2 e 3, la mobilità sulla rete delle metropolitane è tornata a crescere ma con livelli che si mantengono sostanzialmente bassi rispetto alle misurazioni pre-covid 19.
 
Gli ultimi dati riportati dall’analisi degli ingressi giornalieri e relativi alle rilevazioni dello scorso 3 dicembre, parametrati con la data del 2 marzo 2020, indicano rispettivamente per la metro B un calo del -34%; per la metro A del -47%; per la Linea C del -66% e per la Roma-Lido del -54%.
 
Qui il rapporto integrale
 

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Pubblicato il 07 dicembre 2020 da massimiliano torre
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