avatar

Emergenza Coronavirus

Tpl: le imprese del trasporto passeggeri non di linea pronte a scendere in campo

Con l'aumento dei contagi le aziende tpl sotto pressione per gli affollamenti nelle ore di punta. Si avvicina il momento dell'aiuto delle aziende del trasporto passeggeri non di linea.

Con la curva dei contagi che continua la sua corsa verso l’alto il Tpl è nuovamente sotto pressione. Il limite dell’80% rimane (nonostante le pressioni a riportare la soglia al 50% come durante il lockdown) ma si moltiplicano le segnalazioni di affollamenti nelle ore di punta nelle grande aree metropolitane e non solo.


Affollamenti che le stesse aziende non nascondono, parlando di criticità limitate in alcune ore della giornata, ma che in questo clima di allarme collettivo finiscono per mettere sotto accusa le aziende Tpl.

Da qui l’esigenza di trovare una soluzione in grado di scongiurare chiusure traumatiche di attività e servizi come, per citare l’ultima in ordine di tempo, quella adottata dal Presidente della regione Campania che ha deciso di chiudere le scuole fino alla fine di ottobre.

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli, del resto, in occasione del question time di mercoledì scorso alla camera, ha indicato fra le misure che saranno inserite nella prossima legge di bilancio lo stanziamento di ulteriori risorse per il sostegno del tpl “verificando la possibilità di incrementare l'offerta del servizio anche attraverso il coinvolgimento di operatori del settore del trasporto di persone non soggetti a obbligo di servizio pubblico”.

Dunque, dopo le ipotesi ventilate nei mesi scorsi, l’apertura all’aiuto al trasporto pubblico locale da parte delle imprese del trasporto passeggeri non di linea è in dirittura di arrivo.

Del resto, di fronte all’impossibilità da parte delle aziende tpl di aumentare l’offerta nei momenti di maggiore criticità, “l’uso” di migliaia di autisti, bus e pullman, fermi in rimessa a causa del crollo verticale del mercato, appare l’unica soluzione a portata di mano.

Nelle dichiarazioni raccolte dall’edizione odierna del “Il Sole 24 Ore” Dario Balotta, presidente dell'Osservatorio nazionale su liberalizzazioni e trasporti (Onlit) ricorda che “ ci sono 24mila bus turistici con 25mila addetti che, in epoca di emergenza sanitaria, potrebbero essere utilizzati per incrementare l'offerta del trasporto pubblico locale”. Balotta parla di utilizzo attuale di questi mezzi al 65%, con 8.400 pullman fermi e «numerosi autisti» in cassa integrazione. Mezzi e autisti che potrebbero essere impiegati come utile rinforzo al Tpl, soprattutto nelle fasce orarie più critiche e a rischio assembramenti.

Anche le imprese di noleggio autobus rappresentate da Anav (Confindustria) sono pronte a scendere in strada. Dice il presidente di Anav, Giuseppe Vinella: «Le imprese private di trasporto con autobus sono pienamente attrezzate e pronte a supportare il sistema di trasporto pubblico con corse e servizi aggiuntivi in tutte quelle circostanze in cui ciò occorra per soddisfare pienamente le esigenze di mobilità di lavoratori e studenti.

Il supporto delle imprese di noleggio autobus con conducente al sistema del Tpl - dichiara Vinella al quotidiano economico - è stato già previsto con norme recentemente adottate dal governo. È tecnicamente possibile e potrebbe dare un contributo importante consentendo ai gestori incaricati dei servizi di Tpl di poter fare affidamento su imprese, personale e mezzi che hanno la competenza, la professionalità e le qualità necessarie per collaborare allo svolgimento in sicurezza dei servizi.

Scarica allegato

Open
Pubblicato il 16 ottobre 2020 da massimiliano torre
Tags: