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Automotive Dealer Day 2019

Verona: mobilità sostenibile, le ricette di Anfia, Unrae e Federauto

Nel corso nell'ambito dell'Automotive Dealer Day che si è tenuto ieri a Verona i presidenti di ANFIA, Federauto e UNRAE  hanno affrontato il tema della mobilità sostenibile e indicato le strade da percorrere

Si è svolta ieri pomeriggio a Verona, nell’ambito dell’Automotive Dealer Day, la conferenza stampa “Mobilità sostenibile: quali scelte nella transizione”, organizzata da ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE.
 
A prendere la parola i Presidenti delle Associazioni coinvolte – Paolo Scudieri (ANFIA), Adolfo De Stefani Cosentino (Federauto) e Michele Crisci (UNRAE) – che hanno affrontato congiuntamente il tema della mobilità sostenibile nell’attuale contesto, caratterizzato, per il settore automotive, da complesse sfide tecnologiche e regolamentari. 
 
Sullo sfondo le analisi dello scenario presente e futuro, elaborate dalle rispettive associazioni, e le proposte di intervento da sviluppare e attuare attraverso una costruttiva collaborazione con le istutituzioni competenti.
 
Nel suo intervento Paolo Scudieri ha evidenziato che la maggiore sfida per la filiera industriale automotive è la riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli nuovi dell’UE: "In 22 anni, dal 1995 al 2017, in UE - ha dichiarato - , le emissioni delle auto sono diminuite del 36%. E’ impressionante che in soli 2 anni, dal 2018 al 2020, sia richiesto ai produttori un ulteriore decremento del 20%. I target UE al 2025 e al 2030 potranno essere raggiunti solo attraverso la vendita di una consistente quota di veicoli elettrificati – si prevede un parco di veicoli elettrici vicino ai 6 milioni al 2030, implicando una rapida infrastrutturazione (1 colonnina ogni 10 veicoli) – il che significa convertire le produzioni investendo ingenti risorse. Per salvaguardare la competitività e l’occupazione della filiera è fondamentale accompagnarla nella transizione con interventi mirati. Supportare l’innovazione e la digitalizzazione dei sistemi produttivi, anche modificando il regime fiscale sulle spese di ricerca e sviluppo e incentivare i processi di aggregazione tra operatori appartenenti a supply chain tradizionalmente separate, rappresentano interventi chiave". 
 
Adolfo De Stefani Cosentino, in rappresentanza di Federauto, ha invece spostato il focus sul tema della fiscalità: “E’ indispensabile - ha dichiarato -rivedere la fiscalità automotive che influisce sulle scelte di acquisto di imprese, professionisti e famiglie. Nel nostro Paese la percentuale di deducibilità dal reddito imponibile per le auto utilizzate da imprese e professioni è limitata al 20%, mentre nei principali Paesi UE tali aliquote arrivano al 100%; in Italia l’IVA è detraibile solo al 40% mentre in tutti gli altri Paesi UE è totalmente detraibile. Inoltre, la duplicazione d’imposta che subiscono i Dealer quando acquistano un’autovettura usata da un soggetto che ha detratto l’IVA parzialmente (il 40%) non è accettabile e penalizza ingiustamente le nostre aziende. È auspicabile un intervento complessivo sulla fiscalità che miri ad allineare progressivamente l’Italia agli altri Paesi UE e preveda l’introduzione della formula, già positivamente sperimentata in altri ambiti, del credito di imposta sull’acquisto del nuovo abbinato alla rottamazione di autovetture vecchie e per i lavori documentati di manutenzione e riparazione, al fine di favorire la sostituzione dei veicoli più inquinanti, l’emersione della base imponibile connessa alle attività del post-vendita ed un parco circolante con sistemi di sicurezza attiva e passiva adeguati”. 
 
 
Michele Crisci, per Unrae, ha sottolineato che il nodo principale da  sciogliere è lo svecchiamento del parco circolante indicato come responsabile principale dell'inquinamento nelle città: "Per incidere efficacemente sulla qualità dell’aria nelle nostre città e sulla sicurezza stradale  - ha dichiarato - è urgente intervenire sul rinnovo del parco circolante. Occorre favorire la rottamazione di vetture inquinanti e poco sicure, sostituendole con veicoli di ultima generazione in un’ottica di neutralità tecnologica, e dare fine alle incomprensibili campagne ideologiche di “demonizzazione” sul diesel, che ad oggi non hanno portato alcun risultato positivo ed hanno anzi causato un aumento delle emissioni di CO2. 
 
Per l'Unrae il Governo e le Amministrazioni centrali e locali dovrebbero occuparsi prioritariamente di rinnovare il vetusto parco auto italiano, con provvedimenti ragionati, bilanciati e strutturali quali: 1) facilitazione della rottamazione di vecchie auto ante Euro 4 con la concessione di un'agevolazione statale quale il credito di imposta (così come avviene per le ristrutturazioni edilizie); 2) maggiori investimenti sulle infrastrutture di ricarica (gas, elettrico e idrogeno) e sulle smart road; 3) creazione di una Cabina di Regia inter-istituzionale per delineare una strategia concreta e sostenibile con l'obiettivo di conseguire soluzioni utili all'ambiente, alla sicurezza dei cittadini, alla vitalità del settore automotive e in ultima istanza all'intero sistema economico nazionale”. 

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Pubblicato il 15 maggio 2019 da massimiliano torre
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