Una città più sostenibile per scacciare paure reali o percepite. In 9 mega sistemi metropolitani vive la maggioranza degli italiani

ROMA. E' ANCORA L'AUTO IL MEZZO DI TRASPORTO MAGGIORMENTE USATO DAGLI ITALIANI

ROMA. E' ANCORA L'AUTO IL MEZZO DI TRASPORTO MAGGIORMENTE USATO DAGLI ITALIANI

I dettagli messi in luce nel Rapporto Municipium 2008 «I parametri sociali della città» realizzato dalla Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze) e dal CensisIl tpl, risposta al traffico privato, registra un 40,4% di cittadini che dichiara di non potervi ricorrere perché non conciliabile con i propri itinerari

L'automobile risulta ancora il mezzo di spostamento maggiormente usato dagli italiani, soprattutto nelle citta' di media e piccola dimensione, dove a spiengere i cittadini L'utilizzo è anche la mancanza di una vera alternativa.

I dettagli emergono, fra gli altri, dal Rapporto Municipium 2008 «I parametri sociali della città» realizzato dalla Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze) e dal Censis, e presentato oggi a Roma al Residence Ripetta da Giuseppe Roma, segretario generale della Rur e direttore generale del Censis, e Giuseppe De Rita, presidente della Rur e del Censis.

Anche in Italia le «mega città». In 9 grandi regioni metropolitane del paese si concentra ormai il 55% della popolazione italiana e più della metà degli addetti al terziario. Si va profilando qualcosa di diverso dal policentrismo un po’ isolato e individualistico dei vecchi sistemi locali di piccole e medie imprese, si afferma piuttosto un «megacentrismo territoriale», con conglomerati di insediamenti dove si progetta, si produce, si vende, si smista, si vive e si abita fuori da maglie ordinate o da schemi percepibili attraverso specifici segni.

«Finiamo per vivere in grandi conurbazioni popolate e congestionate – ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis – magari anche abitando in un piccolo centro, ma con la necessità di muoversi nel territorio, prevalentemente a bordo del nostro mezzo individuale, senza la possibilità dell’incontro casuale, della relazionalità allargata che ha sempre  costituito uno dei paradigmi della città italiana, con la sua piazza e i suoi luoghi di socializzazione. I coriandoli diventano particelle di un borotalco  che si spande e si raccoglie con i ritmi continui e ormai asistematici dell’economia terziaria».

Per la vivibilità, le città italiane ricevono dai propri abitanti un voto di sufficienza, in quanto il 65% le giudica con una qualità della vita abbastanza buona. Il giudizio d’eccellenza riguarda maggiormente le piccole città (23% rispetto a una media del 19%). All’estremo opposto, la vivibilità delle grandi aree urbane è inaccettabile per il 12% e per un ulteriore 7% si genera addirittura un sentimento di fuga. Per quanto riguarda l’ambiente, le maggiori insoddisfazioni sono per la pulizia e la manutenzione delle strade, denunciate dal 27% degli italiani, con punte del 41% a Milano, del 48% a Roma e del 68% a Napoli. Un «paradiso» per la sostenibilità ambientale è costituito dalle piccole città, con meno di 50.000 abitanti, dove la qualità dell’aria, lo smaltimento dei rifiuti e il verde pubblico vengono giudicati positivamente da circa l’80%.

Il 46,6% degli intervistati ritiene che il traffico stradale nella propria città sia sempre soggetto a fenomeni di congestionamento. Nelle grandi città la percentuale raggiunge il 62,2%, con una punta a Milano dell’80,1%. Ne discende la percezione diffusa di un forte inquinamento dell’aria (48%), con punte dell’87,4% a Milano. La soluzione connessa all’utilizzo delle due ruote comporta comunque dei problemi riflessi, in particolare relativamente all’incolumità di chi sceglie questa modalità di trasporto: il 60,5% degli intervistati ritiene infatti che sia molto elevato il rischio di incidentalità per motociclisti e scooteristi. L’opzione del trasporto pubblico, naturale risposta ai problemi di congestionamento da traffico privato, è in realtà scarsamente praticabile, poiché si registra un 40,4% di cittadini che dichiara di non potervi ricorrere in quanto non conciliabile con i propri itinerari. Problemi di sicurezza emergono invece per chi si sposta nelle ore notturne: il 53,4% dei cittadini (che salgono al 66,9% nelle grandi città) ritiene che in tali orari circolino persone che guidano in modo molto pericoloso. In merito alla disponibilità di taxi in città, la percentuale di coloro che ritiene che non si trovino facilmente è del 21,9%.

Va a Napoli la palma di città che fa il maggior ricorso L'auto privata (44,6%), Roma quella con un piu' largo utilizzo di motocicli (18%), mentre Milano fa registrare complessivamente il maggior utilizzo dei mezzi pubblici. Negli ultimi anni si é, però, registrato un incremento non solo della mobilità pendolare propriamente intesa, ma anche degli spostamenti in genere, compresi quelli non motivati da ragioni di studio o di lavoro. Infatti, in questo caso il 40,2% degli intervistati si muove a piedi, il 30,6% utilizza L'auto privata e il 16,2 per cento si avvale delL'offerta di trasporto pubblico. L'uso delL'auto si riduce drasticamente in tutte le città, soprattutto in quelle di grande dimensione, in particolare a Milano, dove sono solamente il 14,9% i cittadini che, spostandosi in un giorno feriale per motivi diversi da quelli di lavoro e studio, scelgono L'auto.Manu Mich. – clickmobility.it

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