La ricerca considera le società controllate dai comuni di Milano, Roma, Torino, Napoli, Brescia, Bologna, le società controllate di diritto dal comune (50%+1 dei voti), quelle in cui esso è azionista di controllo congiunto (due casi) o di maggioranza relativa (due casi), tra di esse selezionate quelle con fatturato oppure totale attivo superiore a 10 milioni di euro nel 2
E' quello dei trasporti il settore che conferma L'andamento decisamente più negativo, nonostante gli apporti pubblici sostanzialmente invariati rispetto al 2006.
A dirlo è la ricerca curata dL'Ufficio Studi di Mediobanca e promossa dalla Fondazione Civicum, che ha preso in considerazione le società controllate dai comuni di Milano, Roma, Torino, Napoli, Brescia, Bologna.
I dati sono riferiti al quinquennio 2003/2007 ed emergono dal Rapporto 2009 "Le società controllate dai maggiori comuni italiani: bilanci".
E' il sistema dei trasporti napoletano a presentare l’incidenza dei contributi più elevata (80%), mentre Brescia Mobilità e ATM hanno le incidenze più basse, rispettivamente pari al 39% e al 45%.
Ulteriore caratteristica del comparto é l’elevato peso del costo del lavoro sul fatturato (mediamente circa il 63% nel 2006 e nel 2007). Si va da un minimo del47% per la Metronapoli ad un massimo, sempre a Napoli, del 114% per la CTP.
Il MON permane negativo, ma con lieve miglioramento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2006.
Gli indici negativi più elevati si registrano a Napoli (da -11% nel 2006 a -21% nel 2007, in conseguenza del peggioramento della ANM riconducibile essenzialmente ad una diminuzione dei corrispettivi e contributi da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania e ad una svalutazione dei crediti verso la regione pari a 22 milioni di euro) (7) e a Roma (da -11% nel 2006 a -7% nel 2007). Torino, Brescia e Bologna sono gli unici comuni che nel 2007 hanno riportato un’incidenza positiva (per Bologna l’indice passa da -0,9% a +1,7%).
Il MON delle aziende di trasporto similari é anch’esso negativo tranne l’AMT di Genova che ha migliorato l’indice da -1,4% a +2,3% a seguito di un aumento dei passeggeri, della riduzione dell’evasione tariffaria e dell’incremento delle tariffe.
Per l’AMI di Genova, in liquidazione dal febbraio 2008 (che cura la manutenzione del parco veicolare in massima parte per la AMT e la ATP – Azienda Trasporti Provinciali di Genova), l’indice negativo del MON sul fatturato (-56,9%) e` influenzato dal basso livello di corrispettivo derivante dalla fornitura di servizi ad AMT.
In fatto di indebitamento il settore dei trasporti appare il più robusto, segnando un’incidenza dei debiti sul capitale netto pari al 62,2% nel 2007 (46,3% nel 2006). Milano e Brescia hanno gli indici migliori (rispettivamente 11,6% e 33,4%) mentre Torino con la GTT, anche a causa degli impegni assunti per la realizzazione della nuova linea metropolitana, registra quello peggiore (168,1%).
Il dato di Brescia, relativo a Brescia Mobilità, anch’essa impegnata nel progetto per la locale metropolitana, é cresciuto di 27,2 punti a seguito del già citato finanziamento a breve della Cassa Depositi e Prestiti.
In deterioramento il sistema romano, il cui rapporto é passato dal 67,2% al 119,4%, in particolare, per gli aumenti dei debiti finanziari di Trambus e MetRo e il sistema napoletano, passato dal 69,5% al 91,6%.
L’ATC di Bologna non ha debiti finanziari. Occorre inoltre rilevare che nel settore dei trasporti, le ‘altre passività’ includono debiti e partite diverse (soprattutto iscritte nei ratei e risconti passivi) di entità significativa legate ai contributi v/ regioni, comuni e altri enti (pari a 289 milioni per Milano, 219 per Roma, 154 per Brescia, 149 per Torino, 33 per Bologna e 25 per Napoli).
Nella ricerca rientrano, come dicevamo, le realtà dei sei maggiori Comuni: Milano, Roma, Torino, Napoli, Brescia, Bologna;
– le società controllate di diritto dal comune (50%+1 dei voti), quelle un cui esso è azionista di controllo congiunto (due casi) o di maggioranza relativa (due casi);
– tra di esse sono state selezionate quelle con fatturato oppure totale attivo superiore a 10 milioni di euro nel 2007;
– aggregati i dati di bilancio 2006-2007 di 47 imprese cui fanno capo (consolidate integralmente o pro-quota) 243 società;
– i sei maggiori comuni controllano ulteriori 48 società non consolidate o non considerate perché al di sotto dei limiti;
– nel complesso ai sei maggiori comuni facevano capo 338 società; di esse, 218 appartenevano alle 5 (ora 4) società quotate;
– con le 65 partecipazioni di minoranza si hanno 403 società.
Le società controllate dai maggiori comuni italianiManu Mich. – clickmobility.it

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