Stefano Salvetti e Ivan Greco: “Più trasporto pubblico locale significa meno traffico meno ore di lavoro spese in coda, meno inquinamento e costi sociali, meno costi sanitari e meno costi diretti per le famiglie. Adiconsum lamenta che l’orografia di Genova non è adeguata al tpl.Le strade strette e i limitati spazi dovrebbero suggerire la creazione di una rete di tpl che possa liberare la città da un volume d’auto che non può permettersi”
Adiconsum Liguria attraverso una nota diffusa, comunica di voler sostenere la lotta per un trasporto pubblico migliore partecipando all’agitazione promossa dai sindacati dei lavoratori Amt. Pur consapevole del disagio che gli scioperi arrecano ai cittadini, l’Adiconsum ritiene che solo la convergenza degli interessi degli utenti e dei lavoratori possa contribuire a modificare lo stato attuale del disservizio.
“Più trasporto pubblico locale significa meno traffico – dichiarano Stefano Salvetti e Ivan Greco – meno ore di lavoro spese in coda, meno inquinamento e costi sociali, meno costi sanitari e meno costi diretti per le famiglie.
Adiconsum Liguria da sempre si lamenta che l’orografia di Genova non è adeguata al trasporto pubblico. Proprio le strade strette e i limitati spazi per la viabilità dovrebbero suggerire la creazione di una rete di trasporto pubblico locale che possa liberare la nostra città da un volume d’auto che non può permettersi.
“Solo con adeguate scelte della civica amministrazione si potrà sperare di uscire dalla situazione di perenne crisi che attraversa il nostro trasporto pubblico – spiegano ancora in Adiconsum -. Basta con risorse “per un altro anno” che rimandano solo il problema! Occorre investire in infrastrutture a medio e lungo termine: corsie riservate, posteggi d’interscambio, tramvie. Occorre che il Comune e soprattutto la Regione e il Governo portino avanti un’adeguata politiche di risorse e promozione del trasporto pubblico.
La risposta alla crisi non sono gli aumenti tariffari. Occorre invece creare un progetto condiviso da tutti i soggetti interessati: lavoratori, utenti, categorie economiche, pedoni, ciclisti, attraverso tavoli dei lavoro reali. Solo così si potrà progressivamente risolvere il problema della mobilità a Genova”.Manu Mich. – clickmobility.it

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