Tre giorni di iniziative per mettere  a fuoco i temi centrali e scottanti del settore

Napoli. Si apre oggi il sesto convegno nazionale ASSTRA “E perché? Considerazioni ASSTRAtte”

Napoli. Si apre oggi il sesto convegno nazionale ASSTRA “E perché? Considerazioni ASSTRAtte”

Panettoni: “Nonostante un peso specifico di grandissimo impatto economico, sociale ed ambientale, i trasporti pubblici locali sono considerati da sempre nel nostro paese un settore residuale, a metà strada tra assistenza pubblica e fastidioso problema di cui occuparsi quando proprio non se ne può fare a meno. Roba da matti, incomprensibile, eppure è così”

Si apre oggi a Napoli il Convegno nazionale ASSTRA “E perché? Considerazioni ASSTRAtte” L'evento più importante per il settore del trasporto pubblico locale.
Per tre giorni verrà proposto un confronto di grande respiro per mettere a fuoco i temi centrali e scottanti del settore.

Quindici milioni di persone trasportate ogni giorno in tutt’Italia. Più di 116.000 posti di lavoro diretti. Un giro d’affari di oltre 8 miliardi l’anno. Con questo biglietto da visita il settore dei trasporti pubblici locali non dovrebbe faticare ad attirare su di sé l’interesse della politica, dell’industria e dei media – spiega Marcello Panettoni, presidente di ASSTRA, nel presentare L'evento -. Ebbene, così non è. Nonostante un peso specifico di grandissimo impatto economico, sociale ed ambientale, i trasporti pubblici locali sono considerati da sempre nel nostro paese, e lo sono tuttora ahinoi, un settore residuale, a metà strada tra assistenza pubblica e fastidioso problema di cui occuparsi quando proprio non se ne può fare a meno. Roba da matti, incomprensibile, eppure è così.

E perché? Perché è così? Questa la domanda che dà titolo e senso al nostro Convegno – spiega ancora Panettoni -. Un titolo che non vuole rifare il verso ai bambini ma richiamare, questo sì, il loro bisogno quasi ossessivo di capire, conoscere e dunque impossessarsi della realtà che li circonda. Il nostro semplice e secco “e perché?”, il nostro “e perché?” da adulti, addetti ai lavori della mobilità, è rivolto alla decodifica di una realtà complessa, spesso contraddittoria che relega il settore dei trasporti pubblici in un angolino buio quando invece dovrebbe stare sulla scena della qualità della vita delle persone. Di questa realtà, poco conosciuta e spesso male, tratteremo a Napoli nelle tre giornate del Convegno, l’evento più importante dell’anno per il sistema di impreserappresentato dall’Associazione, durante il quale metteremo a fuoco i temi centrali del settore, con l’intento di far venire a galla i mali del sistema, guardandoli in faccia senza pregiudizi e tesi precostituite.

Con questo spirito, affronteremo il tema delicatissimo dell’esercizio del diritto di sciopero nel settore, e poi la questione scottante del management del sistema alla luce di provvedimenti legislativi penalizzanti. Ci addentreremo inoltre nella crisi economica globale, per capire come e quanto il trasporto pubblico, in Italia ed all’estero, può aiutare o comunque influenzare positivamente la ripresa economica.
Chiederemo inoltre agli operatori stranieri presenti sul territorio di parlarci della loro esperienza del trasporto pubblico locale italiano, certi che questa loro visone, una visione interna e nello stesso tempo “laica” del nostro sistema, possa essere di grande interesse per capire meglio luci ed ombre del settore. Il momento centrale delle giornate napoletane sarà dedicato al Rapporto annuale ISFORT, a quella fotografia, cioè, puntuale, obiettiva ed approfondita dello stato della mobilità urbana in Italia, che è diventata ormai un elemento irrinunciabile degli appuntamenti annuali dell’Associazione, a cui assicura una prospettiva analitica altissima e strategica.
L’anno scorso abbiamo chiamato a commentare i risultati dell’indagine i rappresentanti della società civile, politica, produttiva, inaugurando in questo modo un approccio convegnistico diverso, assolutamente nuovo.
Lasciare parlare gli “altri”, i non addetti ai lavori, ascoltandoli alle prese col guazzabuglio grande della mobilità in Italia si è dimostrato talmente ricco di idee, spunti, analisi che non vogliamo più rinunciare a questo esperimento, ma a cui faremo ricorso in alternanza con un approccio alle problematiche che sia anche dall’interno. Un approccio forse più tradizionale e convenzionale, ma ugualmente necessario per dipanare la matassa intricata dei trasporti pubblici.
Dunque quest’anno tocca anche a noi.
Ma prima e ancora più di noi dovrebbe toccare alla classe politica guardare in faccia la realtà dei trasporti, perché sua è la responsabilità delle scelte strategiche per il paese, sua la responsabilità delle scelte di politica industriale per i settori produttivi. Propri così, produttivi. Non ci stiamo sbagliando indicando il nostro settore come un sistema industriale ed economico importante. E’ suonata l’ora, come siamo certi emergerà con forza
dirompente dal Convegno, di uscire dall’equivoco che il trasporto pubblico sia alla stregua della Sanità, una forma di assistenza dovuta al cittadino.
Il trasporto pubblico è certamente anche questo, cioè un servizio essenziale per i cittadini, ma è anche e soprattutto un settore economico che dovrebbe fungere da volano imprescindibile per lo sviluppo e la salute economica del paese. Senza un sistema di trasporti pubblici ben sviluppato, efficiente ed efficace, non si va da nessuna parte.
L’Italia resta a piedi!
I risultati del Rapporto ISFORT 2009 descrivono un quadro di mutamenti nel panorama della mobilità urbana del paese tale da prefigurare una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che vede il trasporto pubblico proiettato d'un colpo sulla scena della mobilità con un ruolo ed una quota di utilizzo da parte dei cittadini che nessuno avrebbe potuto sperare di realizzare in così poco tempo. Un fenomeno estremamente positivo dovuto in massima parte alla crisi economica globale, che tra le tante conseguenze sembra portare anche a questo momentaneo ridimensionamento della mobilità privata a favore di quella pubblica. Ma proprio questo è il punto. Come stabilizzare questi record di utilizzo del mezzo pubblico anche al di là della crisi? E, nel frattempo, come può rispondere efficacemente a questa domanda eccezionale di performance un sistema di trasporti pubblici che già di suo vive da anni una crisi strutturale per mancanza di investimenti e di politiche della mobilità incentrate sui mezzi collettivi? Un sistema retto in teoria dal Codice Civile, ma tenuto in realtà sotto tutela dello Stato e dei suoi organi di controllo.
A queste domande, ma non solo, cercheremo di dare una risposta. Un convegno da non perdere, diciamo agli addetti ai lavori. Da seguire con attenzione, a tutti gli altri.

programma…Manu Mich. – clickmobility.it

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