Vetrella: “Il commissario ha comunicato la decisione unilaterale di voler interrompere i servizi contrattualizzati con la Regione a partire dall’8 ottobre, a causa del mancato pagamento del corrispettivo da parte della Regione. Preciso che il mancato pagamento è stato causato dal rifiuto dell’azienda di certificare i km percorsi dai propri bus”
In relazione alla vicenda che sta vivendo l’ACMS (Azienda Casertana Mobilità e Servizi) di proprietà della Provincia di Caserta, del comune di Caserta e di altri comuni minori del casertano, attualmente in liquidazione ed amministrazione straordinaria, L'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella dichiara il suo vivo disappunto per quanto sta avvenendo in base alle decisioni assunte dal commissario straordinario Francesco Fimmanò.
“Con una nota del 3 agosto scorso il Commissario ha comunicato la decisione unilaterale di voler interrompere i servizi contrattualizzati con la Regione a partire dall’8 ottobre prossimo, a causa del mancato pagamento del corrispettivo da parte della stessa Regione – spiega Vetrella –
Senza voler entrare nel merito del contenzioso sollevato dal commissario nei confronti della Regione, debbo solo precisare che il mancato pagamento è stato causato dal rifiuto da parte dell’azienda di certificare i km percorsi dai propri autobus”.
L’assessore ha poi fatto notare: “Di recente ho convocato presso i miei uffici una riunione alla quale hanno partecipato, oltre al sottoscritto e al Commissario Fimmanò, anche i rispettivi dirigenti, con lo scopo di pervenire a un valido compromesso per assicurare la continuità dei servizi almeno fino alla fine dell’anno. Ogni proposta di soluzione da me avanzata è stata puntualmente rigettata da parte del Commissario, che ha posto come condizione inderogabile l’accettazione dei sindacati a porre in cassa integrazione speciale una parte dei dipendenti. In ultima analisi, finanche il semplice rinvio a fine ottobre di ogni decisione definitiva è stato respinto”.
Infine, conclude affermando: “Tale atteggiamento da parte del commissario Fimmanò non potrà che arrecare un serio danno agli utenti e mettere a rischio un numero consistente di posti di lavoro.
Resto comunque a disposizione per trovare ogni possibile via d’uscita ad un problema tanto spinoso che minimizzi il danno ai cittadini e ai lavoratori”.
Circa duecento dipendenti dell’Azienda Consortile Mobilità e Servizi hanno occupato venerdì la sala giunta della Provincia di Caserta. Un’iniziativa di protesta decisa che nasce dall’annuncio dell’imminenza di 93 licenziamenti dovuti alla cessione di ben 4 linee coperte da 30 autobus.
Se in un primo momento, il commissario Fimmanò aveva accettato la proposta della Regione, ed in particolare dell’assessore Vetrella – ossia rinviare qualsivoglia decisione sugli attuali assetti occupazionali al 31 dicembre 2010 – nei giorni scorsi è stato comunicato alle organizzazioni sindacali che i licenziamenti sarebbero stati immediatamente operativi.
“Una vera e propria imposizione – spiega Enzo Sperlongano della Uil Trasporti – visto che il commissario, come contropartita, ci aveva offerto la cigs per un centinaio di dipendenti. Una proposta inaccettabile. Oggi come un anno fa. Siamo fermamente convinti – spiega Sperlongano – che il peso della crisi dell’Acms non può essere scaricato su un azienda che cinque anni fa contava 640 dipendenti, e oggi, in organico, ne annovera 504”.
I sindacati accusano la Provincia di essere stata troppo blanda nei confronti del commissario.
Proprio per questo la protesta è ripresa nelle aule della giunta provinciale.Manu Mich. – clickmobility.it

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