"Basta morti sulle strade" I ciclisti sfilano in corteo

“Basta morti sulle strade” bici in corteo a Bari

“Basta morti sulle strade” bici in corteo a Bari

Deposta una bici bianca dove un pensionato è stato travolto da un'auto

Bari – «Anche Bari ha la sua prima bicicletta bianca. Speriamo che sia pure l'ultima, non siamo fantasmi e non vogliamo che altri ciclisti perdano la vita sulla nostre strade»: depone un fiore accanto alle due ruote attaccate con una catena al palo Milena Ianigro, anima di «Ciclospazio».   Ieri pomeriggio un centinaio di amanti delle due ruote, qualcuno giunto dai paesi della provincia, ha sfilato in corteo per le vie del centro.   Da piazza del Ferrarese i ciclisti hanno raggiunto il lungomare e si sono fermati all'incrocio dove martedì scorso è stato investito Nicola Strippoli.   Nicola, 76enne della città vecchia, è morto alle 8.30 del mattino, travolto da un 29enne alla guida di una Toyota. Lo scontro, che per il pensionato è stato fatale, è avvenuto all'altezza di piazza Massari.   Affinché nessuno dimentichi la tragedia che ha colpito la famiglia di Nicola, così come accade nelle città di tutto il mondo, anche nel capoluogo pugliese i ciclisti hanno deposto sul luogo dell'incidente la bici bianca, un segno di lutto e un invito a tutti gli automobilisti a moderare la velocità e a prestare attenzione a quanti si spostano da un quartiere all'altro sulle due ruote.   «Vogliamo ricordare ai conducenti – dice Davide Morelli , presidente di "Ciclo spazio " – che la strada è di tutti e che va condivisa, nel rispetto reciproco delle regole, tra pedoni, bici, motociclette e mezzi a quattro ruote».   Per un minuto i ciclisti sono rimasti in silenzio. Per salutare Nicola, hanno fatto trillare i campanelli. Qualcuno ha indicato la pista ciclabile del Lungomare, in direzione della Fiera, che però è inservibile perché dissestata e pericolosa. I ciclisti che hanno aderito alla manifestazione spontanea lanciata su Facebook bacchettano il Comune: «Basta con le promesse, vogliamo un itinerario protetto su tutto il Lungomare che arrivi fino a Torre a Mare, e "zone 30" con dissuasori della velocità in ogni rione».   Giuseppe Arrivo, del Mountain bike club Bari, ricorda un amico buttato per terra da un camionista: «In questa città esiste soltanto la cultura delle quattro ruote. Il ciclodromo di Santa Candida, nato grazie al progetto della nostra associazione, è un'oasi nel deserto. Siamo gli unici a prendercene cura. L'Amiu taglia l'erba una volta all'an no».   L'associazione «La zanzare» organizza per domenica 14 una ciclopasseggiata a Parco 2 Giugno: sulle auto in divieto di sosta o parcheggiate sugli scivoli saranno lasciati volantini sul mancato rispetto del codice della strada. Il bis, a cura dell'Associazione 9 Maggio, è previsto per domenica 28 aprile a San Girolamo.   Invocano maggiore tutela pure Gr aziana Petrella e Pietro Gigante , dell'associazione «Il ciclammino», che da Conversano sono arrivati a Bari in treno. Denunciano: «Siano tanti, ma per le istituzioni e per le aziende di trasporti non esistiamo. A   bbiamo caricato tre bici e un tandem sul treno, ma per fare ritorno a casa dobbiamo aspettare le 20.30. Quello è l'unico convoglio con i posti riservati alle due ruote».

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