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Guerra Mobit - AT

Continua il botta e risposta tra la Regione e Mobit

Mobit risponde alle accuse avanzate contestando la ricostruzione della Regione Toscana

In queste ore Mobit ha diffuso un comunicato stampa per rispondere alle accuse avanzate dalla Regione Toscana. In particolare, il gruppo impegnato da diversi anni in una serratissima battaglia legale  contro l’aggiudicazione del trasporto pubblico regionale su gomma ad Autolinee Toscane (azienda controllata dai francesi di Ratp), contesta punto per punto, le argomentazioni avanzate dalla Regione.
 

In primo luogo Mobit nega di aver fatto ricorsi strumentali (contro l’esito della gara) ma di aver semplicemente esercitato il suo diritto costituzionalmente garantito. 
Riguardo agli esposti  in Procura indirizzati nei confronti del Presidente della Regione Rossi e del collegio di esperti della commissione aggiudicatrice, Mobit dichiara che i procedimenti sono  stati promossi da due aziende consorziate (Cap e Copit) e che “sono stati ritenuti meritevoli di approfondimento da parte della Procura che ha avviato l’indagine”.


 Riguardo invece le accuse di “ostruzionismo” avanzate dalla Regione Mobit le respinge in toto ricordando che la proroga dei contratti ponte sono stati promossi dalla stessa Regione Toscana con due diversi provvedimenti: "Mobit - si legge nel comunicato - ha firmato nel 2017 con AT e Regione Toscana un accordo perché venisse “congelata” la procedura di gara per due anni (fino al 31.12.2019) e perché fino a quel momento il servizio venisse gestito dai gestori uscenti (riuniti in ONE s.car.l.) in forza di un “contratto ponte” con la Regione Toscana. .

Mobit rileva inoltre che è stata la Regione a posticipare l'inizio della gestione di Autolinee Toscane fissandolo al 1 luglio.


Infine, sul  punto più controverso (quello che ha spinto la Regione a ipotizzare un provvedimento coattivo) quello concernente il rifiuto da parte delle aziende consorziate di cedere beni (bus e depositi) per ostacolare il subentro di Autolinee Toscane, Mobit  risponde che il ritardo è da imputare al rifiuto dell’azienda vincitrice di pagare il reale valore dei beni:  “AT – si legge nella nota - non vuole acquistare la totalità dei beni che sarebbe tenuta ad acquistare sulla base delle regole di gara.”

 

Mobit sottolinea inoltre che gran parte dei beni appartengono a società pubbliche e che “gli amministratori delle società che attualmente gestiscono il servizio hanno ben presente il dovere di preservare il patrimonio (in gran parte pubblico).”

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Pubblicato il 24 giugno 2020 da massimiliano torre
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