Intervista a Saverio Montella (Dirigente Area Trasporti Regione Toscana)

1. La liberalizzazione del trasporto pubblico locale sta procedendo ormai anche nel nostro Paese in modo irreversibile. In linea generale, come vede questo processo in corso e quali ritiene saranno

1. La liberalizzazione del trasporto pubblico locale sta procedendo ormai anche nel nostro Paese in modo irreversibile. In linea generale, come vede questo processo in corso e quali ritiene saranno i prossimi sviluppi della riforma del trasporto pubblico?  Intanto mi auguro che venga effettivamente mantenuta l´irreversibilità del processo avviato, senza che si dia spazio a posizioni, come quelle che si registrano nella stessa proposta di finanziaria (art.23), che certo non puntano al ricorso al mercato quale strumento per ottimizzare le risorse impegnate. La Regione Toscana è pienamente convinta delle opportunità di crescita offerte dalla riforma ed è impegnata, con uno specifico tavolo di concertazione, ad individuare con gli Enti Locali e gli altri attori del comparto un percorso che ne esalti le potenzialità. In questo percorso la prossima tappa di rilievo è sicuramente quella della ridefinizione dei servizi sussidiati col fondo regionale trasporti e della corrispondente aggregazione in lotti di gara.   2. Si è parlato di anticipare la scadenza del 2004 per le gare, alcune Regioni lo stanno facendo, in Toscana come vi muovete?  Abbiano voluto fin dal 2000 impegnare il massimo sforzo sulla realizzazione di un rapporto contrattuale pieno tra chi affida e chi gestisce i servizi. Si è ritenuto infatti che questo fosse il vero elemento di innovazione della riforma. In questo senso  penso che sia opportuno tentare, almeno per qualche lotto,  l´anticipazione delle scadenze, ma mai a scapito della qualità e capacità di gestione del contratto che risulterà dalla gara. In ogni caso non saranno considerazioni sugli ostacoli che avrebbero altre imprese a partecipare, in quanto ancora affidatarie di servizi senza che gli siano stati conferiti con ricorso a gara, a guidare possibili scelte di anticipare i tempi.  3. Una delle prime scadenze che la Regione Toscana affronterà sarà quella della ridefinizione dei servizi minimi, quali criteri adotterete?  Con le Province ed i Comuni è stato avviato un processo che, a partire dall´analisi delle reti di servizio e del loro ruolo riferito ai Sistemi Economici Locali, consentirà di destinare le risorse con criteri omogenei a tutti i bacini. Il concetto applicato non sarà quello, troppo facile, del taglio di rami secchi ma quello della garanzia di accessibilità per tutto il territorio. Per esemplificare prima di garantire un servizio in risposta a flussi turistici in un area forte, si dovrà assicurare la coppia di corse per pendolari in ogni frazione. Certo poi in rapporto all´utenza le risorse per ogni servizio saranno correlate alla tipologia d´offerta più vantaggiosa.  4. Nel mondo del trasporto pubblico c´è un grande fervore di iniziative, nascono alleanze, consorzi, ecc., come giudicate queste iniziative?  Iniziative di alleanza, quando superano gli ambiti strettamente finanziari, potranno risultare utili indipendentemente dal risultato in sede di gara. Si pensi per esempio alle maggiori possibilità di gestione di eventuali subentri su parte delle attuali  reti aziendali. Resta ferma la distinzione assoluta fra i criteri, espressamente programmatici, che presiedono all´individuazione dei lotti e i risultati in termini di rete che possono risultare dalle iniziative di alleanza.  5. Uno degli aspetti più innovativi della riforma è costituito dalla piena regionalizzazione del trasporto locale, anche quello ferroviario. Quali conseguenze porterà questa scelta?  Anche in questo caso il punto di maggior rilievo è costituito dalla contrattualizzazione del rapporto fra chi affida e chi gestisce il servizio. Se è vero che un buon contratto è quello che  si stipula tra un buon cliente ed un buon fornitore è altrettanto vero, a costo di apparire banali, che un buon contratto deve essere pieno di intelligenza  Per essere un buon cliente, occorre avere le idee chiare su quello di cui abbiamo bisogno, nel dettaglio, oppure sapere come  e quando arriveremo a saperlo, così come è importante sapere anche quello di cui non abbiamo bisogno e come comportarci legittimamente per rifiutare la non corrispondenza degli oggetti forniti con quelli previsti contrattualmente.  Per essere un buon fornitore, occorre parimenti avere le idee chiare sui prodotti che possiamo vendere , quanto ci costa produrre secondo gli standard richiesti, quali articoli possiamo invocare per pretendere il pagamento pattuito e superare eventuali obiezioni. Applicando queste semplici regole di buon senso al processo di regionalizzazione del trasporto ferroviario e della sua apertura alla concorrenza nel mercato prevista dalla legge di riforma, sembra a prima vista che le complicazioni a diventare un buon partner siano tutte del cliente (il Regolatore), che per definizione deve anche agire nell´interesse dei cittadini (nel nome dei quali utilizza le risorse investite nel contratto e che a lui si rivolgeranno per chiedere la concreta attuazione delle proprie esigenze).  Se questo è innegabile, è pur vero che anche il fornitore è tenuto ad affrontare la concorrenza  e che la nonabitudine alla competitività ed al confronto con scenari avanzati di qualità offerta può creare difficoltà. In questa relazione si tratta, per la Regione, di utilizzare il contratto di servizio nel periodo transitorio, prima delle gare, per perseguire comportamenti virtuosi e mettersi in  grado, con Trenitalia di diventare buoni protagonisti di buoni contratti.  6. Con la riforma la Regione finanzia sia il trasporto locale su gomma che su ferro, appare quindi necessario mettere mano ad una razionalizzazione della rete che eviti sovrapposizioni. Pensa sia possibile?  Processi di razionalizzazione dei servizi non sono una novità e sono stati condotti anche nel recente passato, per esempio con un´ampia riduzione dei servizi su gomma sulla direttrice Firenze-Pistoia-Lucca- Viareggio, dove è presente un servizio ferroviario. Col  Contratto 2001 è stato poi formalizzato un ulteriore programma di interventi, da attuare entro il 2003, che vede insieme eliminazione di sovrapposizioni e integrazione sia sulle direttrici che per l´adduzione al sistema ferroviario.  7. Trenitalia e Regione Toscana hanno sottoscritto un primo contratto di servizio ´sperimentale´, cosa cambia rispetto al passato?  Ancora una volta l´elemento che qualifica la separazione tutta nuova per i servizi ferroviari, fra chi programma e chi gestisce è proprio il contratto di servizio. Gli  impegni reciproci diventano elementi di valenza obbligatoria per i due soggetti e ne diventa sanzionabile il mancato rispetto.  La gestione del contratto consentirà di assicurare elementi fondamentali  per la stessa programmazione. Certo i risultati  si hanno nel medio periodo e si scontano ancora molti problemi. Da subito gli utenti, come gli Enti Locali, avranno un nuovo interlocutore in grado di misurarsi, anche per i servizi ferroviari, con le esigenze del territorio da un punto di vista diverso da quello aziendale e con i nuovi strumenti di cui si è detto.  8. Uno dei problemi da sempre individuato come cruciale per la scelta del trasporto pubblico è costituito dall´intermodalità. Cosa può essere fatto su questo versante? Fra l´altro, da non molto, prima in Provincia di Firenze, con Propass, e poi a livello regionale, con Pegaso, sono state introdotte anche in Toscana delle tariffe integrate gomma+ferro. Dai primi risultati sembra che siano ben accolte dal pubblico, cosa pensa che si possa fare su questa strada?  Estensione del sistema integrato Pegaso e saldatura  con le esperienze provinciali, il Propass di Firenze e le integrazioni di Arezzo e Siena ad esempio, sono i prossimi passaggi cui puntiamo. Il supporto tecnologico diventa importante  per questo processo e la Regione ha previsto risorse da destinare a progetti provinciali che affrontino questo tema, con una sorta di bando che premierà le proposte più innovative e riproducibili. Sulla prossimità spaziale, che costituisce l´altro aspetto dell´intermodalità gli accordi per il Nodo Ferroviario Fiorentino e quelli per il potenziamento autostradale, offriranno nei prossimi anni nuove opportunità sia con nuove stazioni che con aree di interscambio.  9. In altri Paesi (ed il primo esempio che viene sempre in mente è quello della RER di Parigi) il servizio su ferro ha caratteristiche di vera e propria metropolitana di superficie con frequenze elevate e materiale rotabile facilmente accessibile. E´ un´illusione pensare di poter arrivare a soluzioni del genere anche nel nostro Paese?  A questo tema è dedicato un specifico articolo dell´Accordo tra Regione Toscana e Ministero dei Trasporti e della Navigazione del 15/02/2001, ed abbiamo appena definito il piano di lavoro per l´attuazione di tale articolo, che fra l´altro prevede l´individuazione di materiale rotabile con caratteristiche innovative proprio per i servizi ferroviari per l´area metropolitana. A parte le dimensioni l´esempio RER è giusto dato che l´obbiettivo definito negli accordi prevede servizi con frequenze intorno ai  10/15 minuti sulle relazioni principali. Si tratta, da qui alla realizzazione del sottoattraversamento di Firenze, di costruire tutte le condizioni infrastrutture, materiale rotabile, risorse e operatori – per realizzare questo obiettivo.  10. Strumenti come la carta dei servizi e le indagini di custumer satisfaction previste dal Contratto di Servizio in che misura possono favorire il miglioramento della qualità dei servizi?  Nella misura in cui diventano strumento di lavoro al pari dei turni per le Aziende e al pari dei dati di origine/destinazione per gli Enti.  11. E´ probabile che saranno bandite gare per aree territoriali nelle quali siano comprese linee su ferro e su gomma, sono ipotizzabili accordi fra Trenitalia e aziende di trasporto pubblico locale?  Per ambiti minori, relazioni in cui il rapporto fra ferro e gomma è già forte, come per la linea Aulla Lucca o la Faentina, già per le prime gare si può pensare a lotti integrati. In prospettiva, con la possibilità di attuare un vero servizio ferroviario metropolitano, potremo pensare anche ad aree più ampie. Per questo occorrono soggetti pronti ad affrontare il tema dell´integrazione ferro/gomma per un ambito territoriale forte, prepararsi per tempo significa avere più opportunità.  Marco Talluri (clickmobility.it)

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