Nei prossimi giorni atrivo il nuovo Apparato Centrale di Controllo del nodo di Mestre, che sostituirà con sistemi elettronici i “vecchi” apparati elettromeccanici, contemporanei a quelli del nodo milanese
Sul versante della modernizzazione della gestione del sistema ferroviario Venezia sorpassa Milano. Nei prossimi giorni sarà infatti attivato il nuovo Apparato Centrale di Controllo del nodo di Mestre, che sostituirà con sistemi elettronici i “vecchi” apparati elettromeccanici, contemporanei a quelli del nodo milanese, che resteranno invece ancora in servizio.
L’iniziativa è stata presentata i giorni scorsi a Palazzo Balbi dall’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, assieme al responsabile RFI per gli investimenti nella tratta Est Ovest del Nord Italia Antonio Perrone e al nuovo direttore Compartimentale Movimento di Venezia Paolo Genovesi. Proprio nell’occasione, Perrone ha annunciato che a dicembre sarà terminato il raddoppio della Verona–Bologna: una storica incompiuta che è decollata solo negli ultimi 5–6 anni.
“In mezzo ai problemi aperti con le ferrovie, siamo finalmente in presenza di un raggio di sole. Sappiamo che nei prossimi giorni il cambiamento del sistema provocherà qualche disagio agli utenti, ma in prospettiva – ha sottolineato Chisso – saranno garantiti una maggiore fluidità del traffico e quindi meno ritardi”. “Presentiamo assieme questo intervento – ha aggiunto – perché è un tassello che fa parte delle iniziative di miglioramento del servizio e che servirà anche al Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale”.
Il nuovo sistema sarà il più grande e moderno d’Italia, almeno fino a che non entrerà in funzione quello previsto per il Nodo di Bologna, e permetterà di gestire in maniera innovativa dai 600 ai 700 convogli al giorno. Sul nodo di Mestre infatti confluisce un insieme di linee:
– da Padova, compresa l’alta capacità ferroviaria;
– da Udine, Belluno e Treviso; da Trieste;
– da Bassano – Castelfranco;
– da Adria, oltre ai quattro binari da e per Venezia Santa Lucia.
Attualmente i binari di arrivo su Mestre si intersecano e sovrappongono tra loro, mentre è previsto che ciascuna coppia di binari arrivi autonomamente in stazione; nello stesso tempo, con lo scavalco di Maerne, viene eliminata una strozzatura storica: quella della linea da Castelfranco con la Padova –Mestre, per di più ora a quattro binari.
“Entro il 2010 elimineremo anche le interferenze tra le linee da Trieste e da Treviso”, ha assicurato Perrone.
Il passaggio dal sistema elettromeccanico a quelli elettronico avverrà prevalentemente nelle ore notturne e impegnerà circa 130 operai. L’inizio dei lavori è partito alle 22 di ieri, con conclusione il 10 giugno. In pratica la stazione di Mestre verrà per così dire tagliata in due, in fasi successive. Già da sabato dovrebbero funzionare in maniera elettronica i primi due binari. La coesistenza dei due sistemi comporterà di far arrivare fino a Venezia Santa Lucia i treni a lunga percorrenza che di solito sostavano solo a Mestre, mentre la non comunicabilità tra i due apparati potrà provocare qualche limitato ritardo su Mestre.
L’attivazione dello scavalco provocherà inoltre altri disagi soprattutto sulla linea di Bassano fino a martedì prossimo (si tratta tra l’altro di raccordare tra di loro i binari nuovi con la vecchia linea). Per ovviare agli inconvenienti sono stati previsti autobus navetta e servizi sostitutivi, secondo un orario già diffuso tra gli utenti. In prospettiva, la Centrale Operativa di Via Monte Bianco diventerà sala comando per l’intero Nord Est, dal confine orientale fino a Verona, compreso il SFMR.
Nel corso dell’incontro sono state anche illustrate le più recenti iniziative di RFI, con la restituzione al Comune di Venezia di numerose aree, sia nella zona insulare che in terraferma. Il nuovo Apparato Centrale di Controllo è supportato da due computer che lavorano in parallelo, cui se ne aggiunge un terzo “di riserva”.Manu Mich. – clickmobility.it


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