Anav rimarca “l’incostituzionalità del D.D.L. regionale recante “Criteri per la determinazione dei costi standard delle aziende di trasporto pubblico locale”

Pescara. Anav Abruzzo: “la Regione vuole cancellare dal mercato del tpl le imprese private”

Pescara. Anav Abruzzo: “la Regione vuole cancellare dal mercato del tpl le imprese private”

Secondo l’ANAV, il D.D.L. è incostituzionale sia perché, espropriando i profitti aziendali lede l’art. 41 della Costituzione, sia perché, avendo efficacia retroattiva, viola l’art. 11 delle preleggi

Tpl in difficoltà.
Ieri a puntare il dito contro la Regione ha pensato L'Anav Abruzzo che durante un incontro pubblico gioca la carta della sensibilizzazione delL'opinione pubblica rimarcando a grandi lettere “l’incostituzionalità del D.D.L. regionale recante “Criteri per la determinazione dei costi standard delle aziende di trasporto pubblico locale”.

Secondo l’ANAV, il D.D.L. è incostituzionale sia perché, espropriando i profitti aziendali lede l’art. 41 della Costituzione, sia perché, avendo efficacia retroattiva, viola l’art. 11 delle preleggi.

“La Legge – spiegano in Anav -, tirata fuori dal cassetto dopo due anni, non è stata portata nemmeno al vaglio delle Commissioni Bilancio e Trasporti (luoghi deputati al confronto tra le parti) e inserita inopinatamente nell’ordine del giorno del Consiglio Regionale”. La Regione Abruzzo opera nel settore dei trasporti e assume la doppia veste di imprenditore e “fabbricatore” di norme e quindi in un evidente stato di conflitto di interessi.

Se la norma venisse approvata “le aziende private del settore – le uniche portatrici di cultura di impresa e capitale di rischio – sarebbero cancellate dal mercato”.

A salire sul banco degli imputati anche un altro effetto della norma “L’approvazione comporterebbe l’azzeramento dei crediti – peraltro accertati – per alcune imprese dal 1987 (20 anni) e per tutte le imprese dal 2004, in quanto verrebbe consentita la retroattività del provvedimento normativo”.

Per Confindustria Pescara “si tratta di un atto che lede il principio del legittimo affidamento in quanto le imprese del settore hanno agito nel pieno rispetto delle regole poste in essere dalla stessa Regione e che, oggi, arbitrariamente, si tenta di cambiare con effetto retroattivo”.  Manu Mich. – clickmobility.it

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