Continua la guerra senza esclusione di colpi per il trasporto regionale toscano. Un provvedimento emanato in queste ora da Agcm intima a One scarl (Mobit) di porre fine all'ostruzionismo messo in atto. Il consorzio risponde con una nuova diffida alla Regione toscana
Neanche il più ispiratato Alfred Hitchcock poteva scrivere l’intrigata sceneggiatura della guerra in atto fra il Consorzio Mobit da un lato e la Regione Toscana e Autolinee Toscane dall’altro. La vicenda è talmente nota che ripercorrere la “genesi” è una perdita di tempo. Non rimane che spostare l’attenzione sulla sequela di colpi di scena che l’intrigo è ancora capace di regalare.
L’ultimo, in ordine di tempo, e quello messo a segno da Agcm, l’autorità garante della concorrenza , che dopo aver avviato una istruttoria lo scorso 3 giugno ha intimato in queste ore a One Scarl, (il consorzio che ha incluso Mobit dopo il contratto ponte terminato a fine 2019 e stipulato dalla Regione con tutte le aziende del territorio per ovviare alle more della gara) di porre fine ai “comportamenti ostruzionistici e dilatori” che l’autorità ha ravveduto. Nella misura cautelativa di 35 pagine, firmata dal presidente Roberto Rustichelli si legge infatti a pag 21 che le società consorziate in One Scarl: “hanno posto in essere una strategia ostruzionistica e dilatoria consistente nel mancato trasferimento di informazioni indispensabili e dati necessari, nonché nella mancata attuazione degli atti propedeutici al trasferimento dei beni essenziali ai fini del subentro di AT nell’offerta dei servizi di TPL nell’Ambito Regionale Toscano, in potenziale violazione dell’art. 102 del TFUE”. Le aziende consorziate in caso di mancata ottemperanza rischiano sanzioni fino al 10% del fatturato.
Nella serata è arrivata la risposta di Mobit con un comunicato in cui sostiene che alla luce di nuove evidenze emerse dall’indagine avviata dalla Procura diffida nuovamente la Regione Toscana a procedere con il Decreto di aggiudicazione.
Nella nota Mobit scrive: “Mobit, che già aveva diffidato la Regione a sospendere l’esecuzione del decreto di aggiudicazione dopo aver conosciuto l’identità degli indagati e la qualità dei reati ad essi addebitati, ha appena notificato nuova diffida, allegando gli atti più rilevanti e significando che, a questo punto e con la attuale consapevolezza della situazione, la ostinazione a procedere con la stipula del contratto di servizio e la estromissione degli attuali gestori realizzerebbe l’obiettivo illecito da altri perseguito, assicurando a costoro il profitto dei reati già commessi. Infine, Mobit ha dato mandato ai propri legali di presentare esposti alla Procura penale ed alla Procura presso la Corte dei Conti per reagire a nuovi ed ennesimi atti adottati in favore di Autolinee Toscane/RATP, tali da aumentare considerevolmente il prezzo di aggiudi-cazione, con aggravio di almeno 100 milioni per l’erario pubblico ed in contrasto con le norme di gara”.


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