Mobilità urbana

Città più accessibili e connesse, presentato a Roma il Manifesto delle città

Città più accessibili e connesse, presentato a Roma il Manifesto delle città

All’incontro organizzato a Roma da Anci sono intervenuti gli assessori delle città di Milano, Firenze, Torino, e Roma Capitale.

“Ringrazio l’Anci per questa giornata così importante utile per confrontarci e affrontare il tema delle città più accessibili e connesse: due concetti su cui lavoriamo quotidianamente e che coinvolgono diversi aspetti delle città, dall’innovazione urbana alla mobilità sostenibile per rispondere alle grandi sfide che il nostro paese e l’Europa ci pongono”. Così l’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè in apertura dell’evento organizzato lo scorso 26 gennaio da Anci a Roma presso la Sala del Consiglio metropolitano “AcessoCidades – Città più accessibili e connesse” moderato dal responsabile Area Sicurezza e Legalità, Protezione civile, Relazioni internazionali Anci, Antonio Ragonesi.

“Le città italiane, attraverso Anci, – ha proseguito l’assessore Patanè – hanno costruito un gruppo di lavoro che ha elaborato istanze condivise, scevre da condizionamenti politici ma guardando all’interesse pubblico. Un lavoro importante che abbiamo suggellato con il ‘Manifesto delle città’ che tocca i punti cruciali che oggi ci troviamo ad affrontare: dallo spazio pubblico, sempre più terreno di conflitto, alla transizione tecnologica, dal trasporto pubblico e l’intermodalità fino al contributo che l’innovazione tecnologica può darci nelle politiche urbane come la sperimentazione del Mas – mobility as a service. Un testo che affronta con un approccio integrato le questioni comuni alle nostre città”.

All’incontro, a cui è intervenuto in videocollegamento anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, hanno portato il proprio contributo l’assessore del Comune di Milano, Marco Granelli, l’assessore del Comune di Firenze, Andrea Giorgio e l’assessora del Comune di Torino, Chiara Foglietta che hanno illustrato i quattro focus tematici su cui hanno lavorato le città per la redazione del Manifesto: nuove sfide urbane, gestione dello spazio pubblico, sicurezza stradale, trasporto pubblico e intermodalità.

A parlare del focus sulle “nuove sfide urbane” è stato l’assessore del Comune di Firenze, Andrea Giorgio che ha offerto una panoramica sulle grandi trasformazioni urbane e i progetti in atto nelle città: come Firenze che ha lavorato su un progetto per migliorare la qualità dell’aria prevedendo incentivi per la ciclomobilità e il trasporto pubblico locale. Oppure Milano che, con il Network internazionale delle città C40 che coinvolge grandi città globali, sta lavorando sull’edilizia sostenibile e investimenti green per il miglioramento della resilienza urbana. Mentre altre città, come Genova, stanno lavorando sull’elettrificazione del trasporto pubblico locale.

Con riferimento al focus sulla “gestione dello spazio pubblico” l’assessore di Roma Capitale, Eugenio Patanè ha parlato delle zone a bassa emissione e delle ztl attraverso l’esperienza di Roma, Firenze, Milano, Torino e Genova impegnate a ‘liberare’ lo spazio pubblico per rendere i quartieri più verdi e vivibili. Progetti che dimostrano come le città stiano attuando percorsi per riequilibrare lo spazio pubblico verso la pedonalità e la socialità.

È stata invece l’assessora di Torino, Chiara Foglietta ad illustrare le iniziative relative al focus sul “trasporto pubblico e intermodalità” centrando l’attenzione sulla sperimentazione di nuovi servizi per una mobilità integrata come con il progetto di Torino “Maas To Move”, ovvero lo sviluppo di un’unica app per fornire agli utenti un’esperienza di mobilità integrata.

“Per garantire la sicurezza nelle nostre città dobbiamo partire da una operazione di contestualizzazione e conoscenza degli elementi. Sono sostanzialmente tre le cause principali degli incidenti stradali: la velocità che è anche una concausa che aggrava gli incidenti stessi, il mancato rispetto delle regole soprattutto agli incroci e terza causa è la distrazione dovuta soprattutto agli smartphone. Bisogna costruire maggiore sicurezza per proteggere l’utenza debole, per questo sono necessarie modifiche normative che partano dall’esperienza e non da un approccio ideologico”. È quanto ha sottolineato l’assessore del Comune di Milano, Marco Granelli rispetto al focus “sicurezza stradale in ambito urbano” illustrando le esperienze in atto nelle grandi città.

“Garantire la sicurezza stradale – ha proseguito – significa anche modificare i comportamenti quotidiani, promuovere campagne educative verso i cittadini perché tutti siano più attenti, ma aumentare anche i controlli valorizzando il ruolo delle Polizie locali. La sanzione non vuol dire fare cassa ma è uno dei modi per fare sicurezza stradale”. A Milano, ad esempio come illustrato dall’assessore, si sta attuando il progetto “Piazze aperte”, dove i quartieri tornano ad essere luoghi di vita e non solo luoghi di passaggio.

“Questo significa che bisogna lavorare per governare e vivere gli spazi urbani. E le città – ha concluso Granelli – lo stanno facendo: dalle città 30 alla rimodulazione dell’infrastruttura stradale”.

A presentare nel dettaglio il “Manifesto delle città” è stato il responsabile Anci Antonio Ragonesi che ha precisato che nel testo si è voluto sottolineare come “l’innovazione e la transizione si fa insieme, con una collaborazione tra governo centrale e locale coinvolgendo anche i cittadini”.

Nel Manifesto si mette in evidenza – ha spiegato Ragonesi – anche la necessità di un nuovo codice della strada “che assuma già l’evoluzione in atto nelle città, come la valorizzazione della sharing mobility, l’elettrificazione della logistica urbana, la promozione della ciclabilità e del tpl favorendo una assegnazione diretta delle risorse alle città”.

A portare il proprio contributo alla giornata di studio, tra i diversi relatori che hanno animato il dibattito tra cui Marco Faticanti di Ispra (slide), anche Maria Neira, direttrice del World Health Organization che ha posto l’accento sul ruolo decisivo dei sindaci quali “ministri della salute” delle città, il cui lavoro è fondamentale per proteggere la salute dei cittadini attraverso l’adozione di misure integrate: dal trasporto pubblico al contrasto ai cambiamenti climatici.

(fonte:anci.it)

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