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Torino: Tpl, negli ultimi 10 anni spostamenti dimezzati

Torino: Tpl, negli ultimi 10 anni spostamenti dimezzati

Torino è l’unica grande città metropolitana in cui, dopo la contrazione del 2020 dovuta alla pandemia, l’offerta è diminuita ulteriormente anche nel 2021. Il Rapporto Rota 2026 ha fotografato lo stato dei trasporti pubblici negli ultimi 10 anni.

Il trasporto pubblico a Torino e provincia ha subìto un drastico calo negli ultimi dieci anni, cedendo il passo all’uso dell’automobile privata e agli spostamenti a piedi. È quanto emerge dal Rapporto Rota 2026 del Centro Einaudi, presentato nei giorni scorsi al Collegio Carlo Alberto di Torino.

Lo studio ha evidenziato la profonda trasformazione della mobilità sul territorio tra il 2013 e il 2022 evidenziando due punti chiave: il crollo del trasporto pubblico a Torino città; Il boom dell’auto e i nuovi flussi metropolitani.

L’analisi ha certificato che la quota di spostamenti sui mezzi pubblici nel periodo considerato si è dimezzata, scendendo dal 22,7% all’11,4%. Nell’hinterland, la situazione è ancora più critica, con il trasporto pubblico che copre meno del 5% del totale.

Particolarmente significativo l’effetto Covid sugli spostamenti: l’analisi ha evidenziato che tra il 2019 e il 2021 l’offerta dei mezzi è calata del 37% e i passeggeri si sono dimezzati. Nonostante una ripresa nel 2022, i viaggiatori sono rimasti inferiori del 22% rispetto al periodo pre-pandemia.

Il rapporto sottolinea inoltre il ritorno “prepotente” dell’auto privata nei viaggi tra Comuni della cintura: gli spostamenti da un comune all’altro della periferia sono cresciuti del 65%, segno di una mobilità trasversale che non passa più dal centro storico. Nella città dell’auto le automobili tornano centrali: nella cintura il mezzo privato copre ormai due terzi degli spostamenti. Torino si conferma una città fortemente motorizzata con 604 auto ogni 1.000 abitanti (il dato più alto del Centro-Nord dopo Roma).
Nota positiva per gli spostamenti a piedi: In città sono aumentati significativamente, passando dal 29,5% al 37%, mentre le biciclette restano stabili al 3%.

La mobilità dell’area torinese, insomma, è diventata molto più orientata sulla dimensione metropolitana. I confini amministrativi contano sempre meno, i flussi trasversali aumentano e cresce la necessità di spostarsi tra comuni diversi senza passare necessariamente dal centro. Questo cambio di scenario determina un maggiore domanda di mobilità che tuttavia si scontra con una maggiore difficoltà strutturale della rete dei trasporti. In questo senso si inserisce il sollecito dei sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli per sbloccare i lavori del prolungamento della metropolitana verso Cascine Vica, un’opera ritenuta fondamentale per connettere l’area ovest al capoluogo.Ma proprio dove questa domanda di mobilità aumenta con
maggiore intensità, il trasporto pubblico resta più debole.

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