Il mercato dei bus a lunga percorrenza continua a crescere ma si scontra con l’inadeguatezza delle infrastrutture. Per la Presidente di ANAV Serena Lancione occorre un piano nazionale delle autostazioni.
Il mercato italiano del trasporto di linea a medio e lungo raggio con autobus ha registrato nell’ultimo decennio una crescita esponenziale, favorita dall’apertura del mercato e da una domanda sempre più orientata verso forme di mobilità collettiva accessibili, sostenibili e capillari. Una crescita che, tuttavia, non è stata accompagnata da un analogo sviluppo delle infrastrutture necessarie a sostenerla.
È quanto evidenziato dalla presidente di ANAV, Serena Lancione, intervenendo alla conferenza pubblica ospitata presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in occasione della presentazione del Manifesto per il rilancio delle autostazioni italiane, iniziativa promossa da un ampio fronte di soggetti istituzionali e stakeholder del settore per richiamare l’attenzione sulla necessità di investire nelle infrastrutture dedicate alla mobilità collettiva. Secondo i dati illustrati da ANAV, il comparto del trasporto di linea a medio e lungo raggio conta oggi 180 operatori attivi distribuiti sull’intero territorio nazionale, circa 2.000 autobus di ultima generazione, 4.500 addetti, oltre 300 milioni di chilometri percorsi ogni anno, quasi 1.400 punti di fermata e un fatturato complessivo pari a circa 550 milioni di euro.
I numeri testimoniano l’importante sviluppo registrato dal settore dopo la liberalizzazione del mercato. Rispetto al periodo precedente all’apertura del comparto alla concorrenza, infatti, i chilometri di linea percorsi annualmente sono aumentati del 135%, più che raddoppiando l’offerta di servizi. La rete dei collegamenti, inizialmente sviluppata soprattutto lungo l’asse Sud-Nord, si è progressivamente estesa fino a coprire l’intero territorio nazionale, raggiungendo anche aree che in passato risultavano scarsamente servite.
“Il trasporto con autobus ha dimostrato in questi anni di essere uno strumento essenziale per garantire mobilità, connessione tra territori e inclusione sociale grazie a caratteristiche uniche in termini di economicità, sicurezza, capillarità e comfort”, ha dichiarato la presidente di ANAV Serena Lancione. “Le prospettive di crescita del settore restano molto rilevanti, ma è necessario intervenire sia sul fronte della semplificazione amministrativa sia, soprattutto, su quello infrastrutturale”.
Secondo ANAV, infatti, il comparto continua a scontare procedure autorizzative particolarmente complesse e un eccessivo carico burocratico e documentale nelle fasi di accesso al mercato. Ma il vero elemento critico resta il grave ritardo nello sviluppo delle infrastrutture dedicate all’intermodalità e alla mobilità collettiva. I dati dell’Autorità di regolazione dei trasporti relativi al 2025 mostrano come in Italia siano presenti appena 54 autostazioni, delle quali soltanto 9 designate per l’assistenza alle persone con disabilità e ai passeggeri a mobilità ridotta. Le strutture risultano inoltre distribuite in modo fortemente disomogeneo sul territorio nazionale, con una concentrazione prevalente nel Nord Italia e lungo il versante adriatico del Centro. Numeri che restano molto lontani da quelli registrati nei principali Paesi europei, dove la disponibilità di autostazioni e hub dedicati al trasporto collettivo è significativamente più elevata e consente una più efficace integrazione tra le diverse modalità di trasporto.
“Assistiamo a uno sviluppo della mobilità a due velocità”, ha aggiunto Lancione. “Da una parte il mercato degli autobus di linea cresce in termini di operatori, mezzi, collegamenti e passeggeri trasportati; dall’altra la rete infrastrutturale non ha beneficiato di un analogo percorso di crescita. Finora non sono state destinate risorse specifiche alla realizzazione di nuove autostazioni e hub intermodali, nonostante tutti gli studi disponibili dimostrino che la presenza di luoghi moderni ed efficienti per l’interscambio favorisca la domanda di trasporto e migliori la qualità dei servizi offerti ai cittadini”.
Per ANAV è quindi necessario avviare una strategia nazionale dedicata al settore. In questa direzione si inseriscono le proposte contenute nel Manifesto per il rilancio delle autostazioni italiane, che indicano tra le priorità l’adozione di un Piano Nazionale delle Autostazioni, il riconoscimento delle autostazioni quali infrastrutture strategiche della mobilità nazionale e la definizione di standard uniformi in materia di accessibilità, sicurezza e qualità dei servizi. L’associazione ha inoltre avviato, insieme a Confindustria, un confronto con le istituzioni competenti e con l’Autorità di regolazione dei trasporti per promuovere una programmazione di lungo periodo sostenuta da adeguati finanziamenti, finalizzata alla realizzazione di nuove autostazioni e alla riqualificazione di quelle esistenti.
“L’obiettivo è dotare il Paese di infrastrutture moderne, accessibili e integrate, capaci di accompagnare la crescita della domanda di mobilità collettiva, favorire l’intermodalità e contribuire alla transizione verso sistemi di trasporto sempre più sostenibili ed efficienti”, ha concluso la presidente di ANAV.
(Comunicato stampa)


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