E’ iniziata a Torino la due giorni AISCAT – Polizia Stradale dedicata alle principali sfide della sicurezza autostradale e al futuro della mobilità: prevenzione degli incidenti, nuove tecnologie, gestione e sicurezza della rete, formazione e fattore umano.
Il quadro della sicurezza sulle autostrade italiane mostra un netto miglioramento negli ultimi vent’anni: le vittime sono diminuite del 59%, gli incidenti del 46% e i feriti del 43%, nonostante il traffico sia tornato sopra i livelli pre-pandemia.
E’ quanto emerge dalla due giorni AISCAT-Polizia Stradale in corso a Torino dedicata alle principali sfide della sicurezza autostradale e al futuro della mobilità.
Le concessionarie associate ad AISCAT gestiscono oltre 5.100 km di autostrade, pari a più dell’84% della rete italiana a pedaggio. Nel 2025 sono stati percorsi 78,5 miliardi di veicoli-km. Nello stesso anno la Polizia Stradale ha effettuato oltre 423 mila pattugliamenti, controllato più di 2 milioni di persone e contestato circa 1,6 milioni di infrazioni. Il sistema Tutor ha rilevato oltre 362 mila violazioni dei limiti di velocità.
La collaborazione tra AISCAT e Polizia Stradale è considerata centrale per la prevenzione degli incidenti, la gestione delle emergenze, l’assistenza agli utenti e l’introduzione di nuove tecnologie. La cooperazione è stata ulteriormente rafforzata dal rinnovo, nel 2024, della Convenzione Quadro per i servizi di Polizia Stradale sulla rete autostradale in concessione.
L’incontro del 2026 a Torino guarda soprattutto alle nuove sfide: digitalizzazione delle infrastrutture, connessione tra strada e veicolo, gestione tecnologica del traffico, formazione e comunicazione. Pur con il progresso tecnologico, viene sottolineato che il fattore umano resta fondamentale per garantire la sicurezza.
Un altro tema centrale è l’accessibilità. AISCAT sta sviluppando una collaborazione con ANMIC per rendere i servizi autostradali più accessibili alle persone con disabilità, con il coinvolgimento anche della Polizia Stradale.
L’obiettivo complessivo è quindi costruire una mobilità autostradale più sicura, efficiente, tecnologica, inclusiva e accessibile, rafforzando la collaborazione tra concessionarie, istituzioni e forze dell’ordine.


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