La conferenza delle Nazioni Unite ha permesso l'adozione di un pacchetto di quaranta misureIl documento finale sottoscritto anche dagli USA
Sul tavolo verde delL'ambiente il protocollo di Kyoto rilancia con successo.
Una doppia vittoria quella che il trattato ha messo a segno alla fine del vertice mondiale sul clima tenutosi a Montreal.
Da un lato il rilancio del trattato, con la totale applicazione, dL'altro la possibilità di aprire una nuova fase dopo il 2012.
Quindici giorni di confronto e trattative hanno garantito lunga vita al protocollo, anche dopo la data prevista per la scadenza.
Dalla full immersion di Montreal il documento finale è uscito con sembianze un po' più "morbide" ma il risultato ha garantito anche la firma da parte degli USA.
Siglato da 189 paesi il protocollo punta ad una riduzione delle emissioni ma anche L'apertura di un confronto a tutto tondo capace di coinvolgere anche chi non aveva aderito originariamente a Kyoto.
L'iniziativa si è chiusa con L'adozione di più di una quarantina di misure che consolideranno gli sforzi mondiali di lotta contro i cambiamenti climatici.
Montreal è risultato un vero successo un po' per tutti i convenuti. Soddisfatti il commissario europeo L'Ambiente Stavros Dimas, il ministro canadese delL'Ambiente Stephane Dion – presidente della conferenza – e anche il nostro ministro delL'Ambiente, Altero Matteoli, così come le associazioni ambientaliste.
Sottolineando il successo di Montreal 2005, il presidente della conferenza, Stéphane Dion, ministro canadese delL'ambiente, ha dichiarato che sono state prese "Decisioni chiave in molti settori" Il protocollo di Kyoto è stato rimesso in marcia, rilanciando il dialogo che riguarda il futuro. Le parti hanno realizzato progressi nelL'applicazione del programma di lavoro.
Di summit produttivo ha parlato Richard Kinley facente funzioni di segretario delL'agenzia delle Nazioni Unite per il Clima "L'applicazione del protocollo di Kyoto, il miglioramento del protocollo di Kyoto e della convenzione e L'apertura verso il futuro hanno permesso di stabilire intese su una varietà di questioni. Questo piano traccia la via da seguire per le misure future di lotta contro i cambiamenti climatici".
Importanti decisioni sono state prese per lastricare la via ad altre misure internazionali di lotta contro i cambiamenti climatici.
Nel quadro del protocollo di Kyoto, si è iniziato il processo che porterà agli impegni futuri oltre il 2012, realizzando un nuovo gruppo di lavoro che comincerà la propria attività a partire da maggio del 2006.
La convenzione ha anche offerto L'occasione per aprire una forma di dialogo in merito agli approcci strategici.
Il confronto si è chiuso mettendo a segno una vera svolta. A garantire nuova vita sono anche le novità in termini di introiti.
A Montreal, i paesi sviluppati si sono impegnati a finanziare "il funzionamento del meccanismo di sviluppo proprio" con più di 13 milioni di dollari americani nel 2006-2007. Il processo dei metodi, nel quadro del meccanismo di sviluppo proprio (MDP), è stato semplificato, e la sua struttura di gestione, rafforzata. Inoltre è stato lanciato il secondo meccanismo di Kyoto, ossia L'attuazione congiunta.
L'attuazione congiunta permette ai paesi sviluppati di investire in altri paesi in particolare in quelli ad "economia di transizione" delL'Europa centrale e delL'Europa delL'Est, ottenendo così quote d'emissione di carbonio che possono essere utilizzare per rispettare i loro impegni in materia di riduzione delle emissioni.
Un'altro successo importante è stato quello relativo L'intesa sul regime di conformità per il protocollo di Kyoto.
Se L'adesione della Cina ha corroborato il futuro del protocollo la firma da parte degli Usa – primo produttore mondiale di gas serra – ha assicurato nuova linfa. Gli Usa non hanno preso impegni vincolanti per tagliare le emissioni ma per la primissima volta hanno accettato di sedersi e discutere ragionando sul futuro.
Le tecnologie sono state al centro delle discussioni sugli sforzi per ridurre le emissioni ed adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici. I paesi si sono intesi su nuovi modi per favorire lo sviluppo ed il trasferimento delle tecnologie, decidendo di esaminarne nuove più da vicino.M. Gio M. – clickmobility.it


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