Il confronto a Palazzo Chigi fra Governo, sindacati, enti locali e associazioni datoriali si è chiuso con la decisione di posticipare lo stopIl rinvio in attesa delle conclusioni di giovedì mattina della conferenza unificata degli enti locali in cui si deciderà sui possibili stanziamenti a favore del rinnovo del CCNL
I sindacati si sono presi una pausa di riflessione.
Ieri al termine delL'incontro che ha visto a Palazzo Chigi il confronto fra governo, rappresentanti degli enti locali, associazioni datoriali del settore e naturalmente sindacati è emersa con chiarezza la volontà da parte delle parti sociali di rinviare a venerdì lo sciopero del tpl previsto per domani.
La scelta di posticipare la protesta arriva dalla decisione del sindacato di attendere le decisioni che assumerà la conferenza unificata degli enti locali giovedì mattina in merito ai possibili stanziamenti di risorse aggiuntive da destinare al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.
La discussione a Palazzo Chigi si è protratta per oltre tre ore ma al momento L'unico elemento rilevante è la scelta del posticipo in attesa degli eventi.
Al momento infatti il finanziamento per il rinnovo del CCNl degli autoferro può contare soltanto sui 160 mln di euro previsti dalla legge Finanziaria, cifra che i sindacati ritengono insufficiente per coprire L'aumento.
Lo sciopero manterrebbe le stesse condizioni di quello previsto per domani, quindi 24 ore senza fasce di garanzia.
"Dopo la Conferenza delle Regioni di giovedi' pomeriggio si prosegue con L'obiettivo di concludere il negoziato altrimenti sara' sciopero con le stesse modalità indicate per il 13 – spiega il segretario nazionale della Filt-Cgil, Franco Nasso -".
"Se giovedi' pomeriggio non si trova una soluzione, ci sara' il caos – gli fa eco Walter Baricevic, segretario nazionale Fit-Cisl -. Deve essere chiaro che sotto i 100 euro di aumento non chiudiamo la trattativa per il rinnovo del contratto".
Ora la questione è nelle mani degli enti locali "che devono mettere sul tavolo le risorse necessarie per il rinnovo contrattuale, da aggiungere ai 160 milioni stanziati dal governo nella Finanziaria – sottolineano dal comparto sindacale -. La cifra chiesta inizialmente dai sindacati era di 230 milioni; secondo L'esecutivo 160 milioni corrisponderebebro ad un aumento lordo di 75 euro ma i sindacati non hanno voluto quantificare oggi la somma corrispondente a 100 euro di aumento, sostenendo che il governo usa "parametri differenti".
Manu Mich. – clickmobility.it


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