Bucci: “Uno studio le cui indicazioni saranno importanti anche per la più precisa formulazione dei due grandi e attesi strumenti di pianificazione che il Comune si accinge a licenziare su questi temi: il Piano del Traffico e il PUP”
Gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti comunali sono stati oggetto di uno studio.
I dettagli sono stati proposti nel corso della presentazione del rapporto che titola “Mobility Management a Trieste: la mobilità dei dipendenti del Comune – Analisi sulla mobilità aziendale cittadina”, lo stesso che mette in luce appunto le modalità e le risorse impiegate per raggiungere il posto di lavoro.
L’indagine, promossa dal servizio comunale Mobilità e Traffico, è stata presentata nei suoi intendimenti e valutazioni generali conseguenti dal competente assessore alla Pianificazione Territoriale Maurizio Bucci e nei suoi specifici esiti “tecnici” dal “Mobility Manager” municipale Giulio Bernetti, presente anche L'assessore alle Risorse Umane e Organizzazione Michele Lobianco.
In sintesi, l’assessore Bucci ha sottolineato l’importanza concreta dell’aver realizzato, sulla base dei dati raccolti e poi elaborati – anche con il supporto di tre “tirocinanti” studenti di Ingegneria -, uno studio preciso sul notevole flusso di traffico che l’azienda di fatto più grande della città – cioè il Comune – determina quotidianamente a causa degli spostamenti casa-lavoro e ritorno dei suoi quasi tremila dipendenti.
“Uno studio – ha detto Bucci – le cui indicazioni saranno importanti anche per la più precisa formulazione dei due grandi e attesi strumenti di pianificazione che il Comune, ormai a breve, si accinge a licenziare su questi temi: il Piano del Traffico e il PUP (Piano Urbano dei Parcheggi)”.
Nel dettaglio, Bernetti, dopo aver spiegato come il Comune rivesta il ruolo di “coordinatore di area” anche rispetto alle “politiche della mobilità” di tutte le principali aziende cittadine (quelle con più di 300 dipendenti) e come sia già attivo in merito un coordinamento con i rispettivi “mobility manager”, ha illustrato i risultati del sondaggio svolto “in sede municipale”.
I 1900 questionari raccolti (ha risposto il 61 % della “popolazione” comunale) hanno in buona sostanza evidenziato una ancor forte e radicata tendenza all’uso esclusivo del mezzo di trasporto privato accanto a una comunque buona percentuale che usa i mezzi pubblici o che va a piedi.
Nel contempo – ha rimarcato Bernetti – emerge la scarsissima propensione, tutta triestina, ad accogliere cambiamenti o possibili novità e a modificare le proprie abitudini: “pollice verso” infatti verso l’uso della bicicletta – anche per le obiettive difficoltà orografiche che il nostro territorio presenta – e, ancor più, verso l’ipotesi del cosiddetto “car pooling” (l’utilizzo della stessa vettura da parte di più persone che si recano assieme verso la sede di lavoro).
L’insieme dei dati verranno comunque ora discussi con le altre aziende presenti nel “coordinamento” al fine di studiare tutti i possibili accorgimenti e correttivi atti a intervenire su una situazione comunque problematica e che effettivamente necessiterebbe di soluzioni, anche di tipo innovativo, in grado di portare alla riduzione dell’eccessivo attuale uso del mezzo privato per gli spostamenti tra casa e lavoro.
“Dall’esame più immediato dei tantissimi pareri raccolti – ha affermato in conclusione l’assessore Bucci – un dato emerge però senza alcun dubbio, e ne va perciò tratto uno specifico e forte messaggio da indirizzare alla Trieste Trasporti: la grande maggioranza degli interpellati ha espresso una marcata richiesta di miglioramento del servizio pubblico, sia riguardo a orari e prezzi di biglietti e abbonamenti, sia, soprattutto, alle condizioni di “vivibilità” all’interno dei mezzi durante il viaggio, punto, quest’ultimo, sul quale si evidenzia un disagio forte che spesso diventa la prima causa della scelta del veicolo privato”.
“Dobbiamo interpretare questa come una segnalazione costruttiva, come una critica da recepire – ha concluso Bucci – per impegnarci, tutti assieme, in un miglioramento complessivo del trasporto pubblico a Trieste: un traguardo da considerare importante per la crescita di una città che vuole essere una moderna “capitale d’area”.
M. Gio M. – clickmobility.it


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