"Sorprende la leggerezza con cui si è sostenuto da più parti che l’emendamento imporrebbe alle imprese ferroviarie il CCNL attualmente applicato dal Gruppo FS e scaduto alla fine del 2007"
In merito all’aspro dibattito di questi giorni circa l’emendamento che prevede l’osservanza dei “contratti collettivi nazionali di settore” per le imprese esercenti attività ferroviarie, inserito nel percorso di conversione della Manovra di agosto, Federtrasporto, in rappresentanza di Agens, l’associazione datoriale di Confindustria, pubblica in una nota alcune precisazioni:
1. Federtrasporto-Agens ha da tempo formalmente dichiarato superato e superabile il CCNL delle attività ferroviarie, sottoscritto nel 2003 e scaduto nel dicembre del 2007, alla luce della liberalizzazione del mercato che impone a tutte le aziende concorrenti nuove regole che premino flessibilità, produttività e qualità del lavoro.
2. Federtrasporto e Confindustria, per rispondere alle esigenze del mutato contesto competitivo nazionale e internazionale, alla fine del 2010 hanno formalmente invitato tutte le imprese del settore a partecipare al tavolo comune per la riscrittura del nuovo CCNL: regole nuove che avrebbero consentito ad ogni attore di competere, evitando così che la concorrenza si possa sviluppare sul “dumping contrattuale” piuttosto che sul mercato.
3. Tutte le imprese hanno declinato l’invito.
"Sorprende la leggerezza con cui si è sostenuto da più parti che l’emendamento imporrebbe alle imprese ferroviarie il CCNL attualmente applicato dal Gruppo FS e scaduto alla fine del 2007 – spiegano in Federtrasporto -.
Intanto, come noto, esistono altri due Contratti nazionali “di riferimento” per le imprese ferroviarie: il CCNL Autoferrotranvieri e il CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizioni, applicato da imprese private.
Ma soprattutto è in corso un processo di costruzione del nuovo CCNL della Mobilità, sostenuto con convinzione dallo stesso Ministro Altero Matteoli e approdato ad una prima intesa nel settembre 2010 (peraltro non ancora operativa) tra le principali associazioni datoriali del settore, tra cui Federtrasporto-Agens, e tutti i sindacati maggiormente rappresentativi. Ebbene, nessuna delle nuove imprese ferroviarie ha ritenuto di partecipare alla costruzione della prima parte del nuovo CCNL".
"Infine, un’osservazione: senza che imprese, associazioni datoriali o ambiti politici sollevassero alcun clamore mediatico sulla liberalizzazione e sulla compatibilità costituzionale, solo pochi mesi fa il D.Lgs. n. 58/2011, attuativo delle direttive UE sulla liberalizzazione dei servizi postali, ha introdotto un analogo obbligo di rispetto della contrattazione collettiva di settore da parte dei soggetti esercenti tali servizi".


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