Modena: aMo, approvati nuovo Statuto e Proroga contratto di servizio tpl

Modena: aMo, approvati nuovo Statuto e Proroga contratto di servizio tpl

Approvato dai soci il nuovo Statuto di aMo dopo la riorganizzazione e il rafforzamento degli organismi di controllo.

L’Agenzia per la Mobilità di Modena (aMo) ha approvato un nuovo statuto societario, segnando un ulteriore passo nel percorso di riorganizzazione e rafforzamento dell’azienda avviato dall’amministratore unico Andrea Bosi su mandato degli enti locali soci. La delibera è stata approvata il 12 ottobre dall’Assemblea straordinaria riunita presso la sede della Provincia, dopo un percorso di confronto e approvazione nei consigli comunali interessati.

La revisione dello statuto interviene su quattro ambiti principali: l’estensione della durata della società dal 2032 al 2050, per garantire continuità negli affidamenti decennali del servizio e facilitare l’accesso a finanziamenti e investimenti; l’ampliamento delle attività aziendali alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione dei consumi energetici; la semplificazione della governance secondo le indicazioni del Testo unico sulle società partecipate (TUSP); e la digitalizzazione dei processi, con la possibilità di svolgere le assemblee dei soci anche in modalità telematica o mista.

Particolare attenzione viene riservata alla transizione energetica e alla mobilità sostenibile. Il nuovo statuto consentirà ad aMo di realizzare impianti fotovoltaici, promuovere interventi per l’efficienza energetica di immobili e mezzi, ampliare il piano degli investimenti e contribuire al progetto Ecomove 2030, promosso dal Comune di Modena e già approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’Agenzia potrà inoltre sostenere iniziative del terzo settore dedicate alla mobilità sostenibile.

Secondo Andrea Bosi, queste innovazioni sono il risultato del consolidamento societario realizzato negli ultimi anni, attraverso il rafforzamento dei controlli amministrativi e contabili, il rinnovo della dirigenza e del revisore, l’adozione del Modello organizzativo 231, la nomina di un Organismo di Vigilanza esterno e l’introduzione di regolamenti interni più rigorosi.

La riorganizzazione si inserisce anche nel percorso avviato dopo le irregolarità finanziarie emerse nella precedente gestione, sulle quali sono in corso indagini per peculato che coinvolgono un’ex dipendente. L’Agenzia, che ha denunciato i fatti come parte lesa, sta portando avanti azioni civili per recuperare le somme sottratte.

Finora sono stati recuperati complessivamente 90.000 euro: 20.000 euro attraverso le prime azioni di pignoramento nei confronti dell’ex dipendente e altri 70.000 euro mediante accordi transattivi con gli ex amministratori. Ulteriori beni sono destinati alla vendita tramite asta giudiziaria, mentre i legali stanno preparando azioni di responsabilità nei confronti degli ex direttori.

Con il nuovo statuto, aMo punta quindi a rafforzare la propria solidità amministrativa e finanziaria, aumentare la trasparenza gestionale e assumere un ruolo più attivo negli investimenti per la decarbonizzazione e lo sviluppo della mobilità sostenibile nel territorio modenese.

Oltre all’approvazione del nuovo Statuto l’Assemblea dei soci ha dato il via libera alla proroga, fino al 31 dicembre 2028 dell’attuale contratto di servizio con SETA, in scadenza a fine 2026, al fine di “garantire la continuità del trasporto pubblico locale”. La decisione nasce dalle incertezze economiche, finanziarie e normative che rendono difficile completare la nuova gara entro i termini previsti.

L’Assemblea dei soci di aMo ha quindi incaricato l’amministratore unico Andrea Bosi di avviare la procedura per una proroga negoziata con l’attuale gestore. Secondo il parere legale, l’operazione è conforme all’articolo 5 del Regolamento europeo 1370/2007, che consente provvedimenti di emergenza in caso di rischio di interruzione del servizio.

Nonostante aMo abbia avviato per tempo le procedure per il nuovo affidamento, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici, analisi sul campo e indagini statistiche. A complicare il quadro si aggiunge il nuovo indirizzo regionale 2026-2028, che evidenzia l’incertezza delle risorse disponibili, in particolare del Fondo Nazionale Trasporti, e la possibile revisione degli ambiti territoriali di affidamento, compreso quello modenese Secchia-Panaro.

L’obiettivo è completare la nuova gara entro la fine del 2028, utilizzando dati economici aggiornati e una programmazione più aderente alle esigenze del territorio.

Secondo Andrea Bosi, il rinvio rappresenta anche un’occasione per ripensare l’offerta di trasporto pubblico, tenendo conto dell’evoluzione della domanda di mobilità, soprattutto scolastica. Negli ultimi anni, infatti, sono aumentati gli spostamenti degli studenti verso poli decentrati, tradizionalmente meno serviti rispetto al capoluogo.

La proroga consentirebbe dunque di evitare interruzioni del servizio e di predisporre un nuovo affidamento più sostenibile dal punto di vista economico e maggiormente rispondente alle necessità dei cittadini.

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