"Dove vanno a finire i passeggeri"

VENEZIA. CRESCE LA DOMANDA DI MOBILITA': TUTTI I DETTAGLI NEL 3° RAPPORTO ISFORT

VENEZIA. CRESCE LA DOMANDA DI MOBILITA': TUTTI I DETTAGLI NEL 3° RAPPORTO ISFORT

Presentato ieri in occasione del convegno “No bus, non parti” il 3° Rapporto sulla mobilità urbana in ItaliaLo studio realizzato da un gruppo di lavoro di Isfort

Torna a crescere la domanda di mobilità in Italia.
Il numero indice relativo all’ammontare degli spostamenti effettuati dalla popolazione italiana in un giorno medio feriale (base 100 al 2000) passa da 94,7 del 2004 a 97,7 del 2005, attestandosi sul livello più alto dal 2000. In valori assoluti il numero complessivo di viaggi in un giorno medio feriale aumenta dai quasi 120 milioni del 2004 agli oltre 128 milioni del 2005 (+3,3%), con una particolare accelerazione nello scorcio conclusivo dell’anno (+11,2% nel quarto trimestre rispetto al trimestre corrispondente del 2004).

I numeri del rilancio sono quelli forniti dal 3° Rapporto sulla mobilità urbana in Italia, realizzato da un gruppo di lavoro di Isfort diretto da Carlo Carminucci e presentato ieri durante il convegno "No bus, non parti" organizzato da Asstra.

"E’ presumibile – si legge nel rapporto – che questa ripresa della domanda si inscriva nel miglioramento complessivo della congiuntura economica, o comunque delle aspettative, a partire dal secondo semestre del 2005, come lascia intendere il significativo aumento della componente di mobilità per il tempo libero".

Gli spostamenti in ambito urbano seguono una linea del tutto divergente e diminuiscono nettamente nel 2005 in raffronto al biennio precedente. Ma non è un dato incoerente. Le percorrenze crescono in numero e in lunghezza, la domanda è espansiva, si torna alla logica del “viaggio” dopo anni di estrema frammentazione dei comportamenti di mobilità: di conseguenza, ci si sposta di più fuori dai confini comunali e lo spazio urbano cede quote di concentrazione del trasporto in termini sia assoluti che relativi, mantenendo comunque un’incidenza altissima, pari ad oltre il 75%
del totale dei viaggi.

Il secondo elemento chiave di evoluzione del quadro va ricercato nella ripartizione modale, dove si legge un forte recupero della quota dell’automobile che passa dal 78,9% degli spostamenti urbani assorbiti nel 2004 all’81,9% del 2005, a scapito soprattutto dei mezzi pubblici nel loro complesso, attestati a poco più del 10% del mercato (-2,1% rispetto al 2004).

La tendenza al rilancio dell’auto e al declino del mezzo pubblico – si arriva così al terzo punto – è vera soprattutto nei centri minori, mentre nelle medie e grandi città il trasporto pubblico mantiene sostanzialmente le proprie quote.
Prende quindi forma una dicotomia nei modelli di mobilità urbana tra piccole e grandi città, rispetto all’utilizzazione del trasporto collettivo. E’ presumibile che nei contesti urbani di maggiore dimensione una consapevolezza più diffusa dei
cittadini sugli effetti devastanti del traffico privato, sperimentati ogni giorno nelle diverse facce della invivibilità – inquinamento e costi della congestione, ma anche incidentalità e deterioramento del paesaggio urbano – si saldi con le
misure anche drastiche di divieto/disincentivo all’utilizzo del mezzo privato, soprattutto a protezione dei centri storici, assicurando una tenuta del trasporto pubblico pur in assenza di miglioramenti percepiti della qualità del servizio.

Il rapporto M. M. – clickmobility.it

Left Menu Icon