Le cause del ritardo sono molteplici, e vengono di seguito indicate sinteticamente. 1. La progettazione è stata sempre generica e di larga massima, per cui il notevole ricorso alle perizie
Le cause del ritardo sono molteplici, e vengono di seguito indicate sinteticamente.
1. La progettazione è stata sempre generica e di larga massima, per cui il notevole ricorso alle perizie di variante ha comportato una sorta di ´variazione continua´ del programma di attuazione.
2. Il servizio di controllo interno non è ancora operativo ma si spera che verrà avviato nel corso del corrente anno per la verifica dei risultati del 2002. A distanza di quasi quattro anni dal decreto legislativo 286/99 ancora non vi sono indicatori di produttività.
3. La criticità di maggiore rilevanza riguarda l´assetto normativo rimasto incompleto.
L´art. 24 della legge n. 57/2001 aveva delegato il Governo ad emanare, entro un anno dall´entrata in vigore della legge stessa, una normativa di riordino per il completamento della rete interportuale nazionale. Dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo che doveva emanare il Governo era prevista l´abrogazione delle disposizioni concernenti il piano quinquennale degli interporti (peraltro mai varato), nonché di tutte le vecchie procedure stabilite dalla legge 240/90. Un apposito regolamento doveva definire la concreta attuazione del decreto legislativo con le nuove procedure di erogazione dei contributi.
Il termine della delega è stato prorogato al 31 dicembre 2002, con la legge 1° agosto 2002, n. 166 (art.37), e lasciato definitivamente scadere il 31 dicembre 2002, con la grave conseguenza di prolungare la vigenza delle norme poste dalla legge 240/90, anche in merito all´oneroso meccanismo di erogazione del contributo (il 5% semestrale sull´investimento per 15 anni comporta l´erogazione del 150% dell´ammontare della spesa a carico dello Stato, mentre con i nuovi principi non emanati per la scadenza della delega i contributi sarebbero stati di ammontare inferiore).
Tale fase di stallo è in stridente contraddizione con le forti spinte evolutive del settore che, specie in questi ultimi anni e con gli scenari posti dalla logistica, impongono una maggiore versatilità delle strutture da realizzare e quindi la necessità di una modifica degli strumenti normativi.
4. Inoltre, l´Amministrazione non ha tenuto conto dell´andamento dei flussi di traffico del trasporto merci, ai fini della verifica del conseguimento degli obiettivi posti dalla legge 240/90. Gli osservatori regionali previsti da questa normativa (art. 10) non sono mai stati istituiti ed il monitoraggio delle merci per modalità di trasporto è stato adottato con estremo ritardo (solo a partire dal 1999).
Comunque, si è riscontrato che è sempre la modalità stradale ad assorbire la quota di trasporto merci più consistente. Lo squilibrio fra le varie modalità di trasporto è in verità presente in tutti i paesi dell´unione europea dove il trasporto su strada assorbe in media il 44,5% del traffico interno delle merci, ma appare preoccupante in Italia dove arriva a circa il 67%, mentre quello su rotaia raggiunge poco più del 14% (ivi compreso anche il trasporto via oleodotto).
E´ un risultato modesto, comunque insufficiente ad abbassare significativamente lo squilibrio fra le due modalità di trasporto.
Per conseguire il riequilibrio tra il trasporto su strada e quello su rotaia occorreranno ancora massicci aiuti di Stato in considerazione dell´alto costo delle infrastrutture e degli impianti.
5. Sotto l´aspetto dell´efficacia (raffronto tra i risultati conseguiti e gli obiettivi programmati), sarà necessaria una seria programmazione degli interventi fondata su dati affidabili e realistici che consenta di far crescere il traffico merci intermodale e combinato ferroviario e marittimo, oltre che su strada.
In relazione a tali esiti dell´indagine, l´Amministrazione ha ritenuto utile fornire nel maggio 2003 alcune giustificazioni sui ritardi riscontrati (tra le quali, in primis, la procedura della valutazione dell´impatto ambientale) che sostanzialmente confermano le criticità emerse dall´indagine. Si auspica che effettivamente vengano adottate in tempi brevi le misure accennate dal Ministero medesimo per superare le inadeguatezze riscontrate da questa Corte (disegno di legge di riordino dell´intero settore per colmare il segnalato vuoto normativo; attivazione del Servizio controllo interno; istituzione di un sistema di monitoraggio continuo dei flussi di traffico movimentati dagli interporti).

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