La Giunta ha deciso. La gestione verrà affidata in house ad ACTV per tre anni e l'attendono mesi, anzi, anni di sacrificio che, però, non comporteranno alcun taglio ai posti di lavoro ma punteranno al miglioramento del servizio
Venezia – L'annuncio è arrivato venerdì sera dall'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo in occasione dell'incontro promosso dal Pd dal titolo «Caso Venezia» sul tema del trasporto pubblico che ha messo di fronte Comune, azienda e sindacati. La Giunta ha approvato una delibera che sancisce l'affidamento in house, la forma di gestione diretta dei servizi pubblici locali che esenta l'ente dallo svolgimento di gare ad evidenza pubblica, lternativa all'esternalizzazione del servizio. «La scelta è stata decisa per rimettere in piedi l'azienda ma serve un grande sforzo e comune assunzione di responsabilità – ha detto Bergamo. Non vogliamo compromettere i livelli occupazionali nè i livelli retributivi complessivi medi, assumendoci l'impegno di non fare ulteriori aumenti tariffari nè di ridurre il servizio». «L'azienda ha le forze manageriale e l'appoggio politico per fare questi passaggi che non saranno semplici e indolori. Ci sono una serie di questioni strategiche per quest'area che non sono ancora arrivate a regime e che richiedono determinati tempi e modulazioni – ha aggiunto nel suo intervento al dibattito l'assessore provinciale Giacomo Grandolfo -. Non possiamo però aspettare e in conferenza dei servizi abbiamo deciso di stabilire che alcune linee portanti extraurbane verranno collegate al tram in piazzale Cialdini. Operazione che faremo senza gravare sul nostro contratto di servizi, senza cioè far perdere equilibrio nelle tariffe». «Sul caso Venezia ci si concentra sui tagli della Regione e sulla specificità del territorio – ha quindi affermato l'amministratore delegato di Actv Giovanni Seno -. Attorno a questa azienda, però, manca il consenso dei cittadini e spesso anche il consenso dei lavoratori e qui dobbiamo lavorare. L'azienda soffre della rigidità della struttura dei costi, non comprimibile. Actv soffre la dipendenza dai flussi turistici: ricavi e variabilità sono assolutamente aleatori. Oggi non riusciamo ad efficientare il business e quindi l'azienda. Il nostro problema è misurare il nostro business, oggi siamo ciechi».


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