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Piemonte: trasporti extraurbani, mancano all’appello 18,3 milioni

Piemonte: trasporti extraurbani, mancano all’appello 18,3 milioni

Grido di allarme di ExtraTo, il consorzio di 19 imprese del trasporto pubblico extra urbano di Torino. L'Agenzia per la mobilità urbana ha un debito di 18,3 milioni. 

Un'altra grana che si aggiunge a quella del buco di bilancio di Gtt. ExtraTo, il consorzio di 19 imprese del trasporto pubblico (Gtt vale il 38% e il gruppo Sadem/Arriva il 30)  che gestisce il servizio su gomma fuori dall'area urbana del capoluogo, "reclama" 18,3 milioni per i servizi effettuati, fatturati, certificati e riconosciuti svolti in questi anni.     Il presidente del Consorzio, Gabriele Bonfanti, ha lanciato in queste ore un grido di allarme: «Se non si troverà una soluzione per recuperare questi crediti le società più piccole potrebbero trovarsi in difficoltà a trovare o soldi per pagare le tredicesime».     Il Consorzio assicura 28 milioni di chilometri all'anno attraverso due contratti di servizio con Agenzia che valgono complessivamente 40 milioni. Le criticità nei pagamenti da parte di Agenzia – secondo quanto affermato da Bonfanti – sono iniziati già nel 2013: 700 mila euro di crediti riconosciuti e mai pagati. Anche nel 2014 l'Agenzia non è riescita a pagare 5,6 milioni di fatture già emesse. Altri 12 milioni di crediti derivano dal pagamento delle annualità scadute nel corso del 2016. Complessivamente le aziende del consorzio vantano crediti per 18,3 milioni.   Intanto, nelle dichiarazioni rese alla stampa, Giuseppe Proto, manager di Sadem e vicepresidente di ExtraTo, sprona la Regione Piemonte a percorrere la stessa strada battuta dalle Regioni Campania, Molise e Calabria: andare a Roma e farsi dare i fondi per coprire il deficit di quelle società che svolgono il servizio di trasporto pubblico.

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