Nel primo giorno della Fase 2 la temuta Caporetto per i servizi di trasporto non c’è stata. La bassa affluenza ha favorito il funzionamento delle misure adottate da tutte le aziende tpl del paese.
La Caporetto da più parti ipotizzata e temuta non c’è stata. Il tpl in tutto il paese ha funzionato senza sbavature e tutto è filato liscio. Certo, la bassa domanda di mobilità sui mezzi pubblici, che ieri si è registrata in quasi tutto il paese, ha favorito il flusso regolare degli utenti e il rispetto delle misure di protezione e di distanziamento, ma non era per niente scontato. Per ora si può brindare allo scampato pericolo. Tuttavia il trasporto pubblico nelle prossime settimane (se e quando scatterà l’agognata Fase 3) è atteso da ben altre prove. Occorrerà vedere se l’attuale assetto, in presenza di un sensibile aumento della domanda, reggerà alla distanza.
Nei resoconti giornalistici della prima giornata nelle aree urbane le aziende Tpl hanno dichiarato un’affluenza media del 25%-30% rispetto a periodo pre-covid; un dato evidentemente troppo basso per fare un’analisi sull’effettiva capacità delle aziende di rispettare le linee guida emanate dal ministero in futuro, quando la domanda di tpl si avvicinerà a quella pre crisi.
In questo senso le posizioni espresse alcuni giorni fa da Asstra, da Agens, ma più in generale da chi occupa posizione di vertice nelle aziende del trasporto pubblico, sono chiare e vanno tutte nella stessa direzione: con il ritorno alla normalità l’ipotesi di mantenere la capacità di carico intorno al 50% è irrealistico.
Da qui la richiesta alle autorità politiche, agli amministratori degli enti territoriali di adoperarsi affinché i tempi di lavoro, e la conseguente domanda di mobilità, vengano ripensati radicalmente.
Questo solamente per la parte che concerne l’organizzazione del servizio. Capitolo a parte, invece, quello riguardante la salvaguarda degli equilibri economico-finanziari di tutte le aziende tpl.
In attesa del varo del decreto sulle misure di sostegno all’economia del paese, l’istituzione di istituzione di un fondo compensativo per la perdita dei ricavi, derivante dall’obbligo dell’osservanza delle misure di distanziamento sui mezzi di trasporto, diventa una sorta di “farmaco salvavita”.
Senza l’adozione di questo strumento, hanno sottolineato le organizzazioni di rappresentanza dell’intero settore, il rischio di veder ridotta l’offerta di trasporto pubblico a causa della scomparsa delle aziende tpl è un’ipotesi drammaticamente reale.


Clickmobility:


