Una quota crescente della spesa pubblica destinata al rinnovo delle flotte finisce ai produttori extra-UE. ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) chiede interventi urgenti per migliorare le condizioni della produzione di autobus, della creazione di valore e dell’innovazione in Europa, trasformando gli appalti pubblici in una leva strategica.
Il mercato europeo degli autobus è uno dei segmenti più dinamici dell’industria dei veicoli commerciali. Le nuove immatricolazioni di autobus nell’Unione europea sono aumentate del 22,7% nel primo semestre del 2026, mentre circa il 60% dei nuovi autobus urbani immatricolati è oggi alimentato esclusivamente a batteria.
Questa crescita della domanda è trainata in larga misura dagli investimenti pubblici. La maggior parte dei circa 680.000 autobus in circolazione nell’UE svolge servizi affidati dalle autorità pubbliche attraverso gare d’appalto competitive o contratti di servizio pubblico. Nel segmento degli autobus urbani, la domanda dipende interamente dagli appalti e dai finanziamenti pubblici.
Tuttavia, mentre il mercato si espande e accelera la transizione verso una mobilità a zero emissioni, una quota crescente di questa domanda finanziata con risorse pubbliche viene acquisita da produttori extra-UE.
L’Europa dispone di una solida base industriale in grado di soddisfare tale domanda, con autobus assemblati in oltre 38 stabilimenti distribuiti in 12 Stati membri dell’UE. Queste attività produttive contribuiscono all’occupazione europea, all’innovazione e alla creazione di valore industriale.
I produttori europei si trovano però a competere in condizioni strutturali e industriali significativamente differenti. Sebbene le attuali norme europee sugli appalti pubblici consentano già alle amministrazioni di considerare criteri diversi dal prezzo, nella pratica queste disposizioni spesso non vengono applicate in modo efficace.
Di conseguenza, il prezzo continua a rappresentare il fattore determinante in molte decisioni di aggiudicazione, senza riconoscere adeguatamente il valore più ampio generato in Europa attraverso la produzione, la ricerca e sviluppo, l’innovazione e i servizi a lungo termine.
I prossimi 24 mesi saranno decisivi. Le decisioni sugli appalti adottate prima del 2030 definiranno il panorama della produzione europea di autobus, i ricavi derivanti dai servizi, le capacità tecnologiche e la base industriale del continente per il decennio successivo. Le misure che entreranno in vigore soltanto nel 2030 rischiano quindi di arrivare troppo tardi.
(fonte: acea.auto)


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