Iniziato il recupero per la parte relativa al Decreto ingiuntivo a carico dell’ex dipendente: rientrati nelle casse della società 20.000 e
Un titolo ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per 448.000 euro emesso dal Tribunale a carico dell’ex dipendente di aMo accusata in sede civile di aver incassato indebitamente bonifici sul proprio conto corrente, cui è seguito un primo pignoramento – già definito – che ha già consentito di recuperare 20.000 euro.
Una delibera approvata per procedere con l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli ex Direttori Generali di Agenzia negli anni tra il 2018 e il 2025 – in base alle deleghe e ai poteri amministrativi conferiti – e per procedere con un accordo transattivo con gli ex amministratori che hanno scelto di farsi carico delle somme a loro direttamente riferibili, in base al ruolo ricoperto.
Sono queste le azioni portate avanti in appena 8 mesi dall’Amministratore Unico di aMo Andrea Bosi – su mandato dei Soci – per il recupero dell’ammanco di cui la Società è stata vittima e per la quale è indagata una ex dipendente, accusata di peculato sulla base della denuncia sporta dalla Società lo scorso giugno in seguito ad un ammanco rilevato di 582.000 euro.
“La delibera sui provvedimenti nei confronti dei ruoli apicali della Società – sottolinea l’Amministratore Unico Andrea Bosi – è stata votata lo scorso 16 febbraio dai Soci, Comuni e Provincia, presenti al 97% delle quote, senza alcun voto contrario. Il voto, correttamente, è stato espresso sulla base di valutazioni legali illustrate nel dettaglio ai presenti, così come sulla base di perizie di commercialisti di riconosciuto valore, a prescindere – evidentemente – da qualsiasi presunta considerazione di appartenenza politica delle singole amministrazioni, a riprova della terzietà e validità dei contenuti esposti dal punto di vista tecnico – legale”.
“L’accordo – continua Bosi – viene dalla scelta degli ex amministratori di farsi parte diligente, ognuno per la parte riferita agli anni e alla posizione ricoperta, pur nella totale estraneità ribadita rispetto a qualsiasi sottrazione di somma ai danni della Società, e ha consentito ad aMo di evitare due ulteriori azioni legali, con gli oneri, i tempi e l’alea legata al giudizio per fatti legati a responsabilità altrui. Diversamente, gli ex Direttori Generali hanno ritenuto di non aderire alle richieste formulate dalla Società, rendendo necessario promuovere nei loro confronti l’azione di Responsabilità”.
“Di fatto – sottolinea Bosi – è stata approvata dai Soci – ben consci del peso del loro ruolo istituzionale nei confronti del denaro pubblico – la scelta della via più sicura e celere per il recupero di una parte delle somme dei cittadini, posto che tutti i soggetti apicali destinatari di richieste di indennizzo potranno a loro volta rivalersi sul responsabile che verrà individuato in sede penale, all’esito del procedimento instaurato a seguito della denuncia di aMo. La mia intenzione, e quella dei Soci, è lavorare con ogni strumento messo a disposizione dalla normativa per il recupero del denaro sottratto, nei tempi dovuti e dettati dalla giustizia, nonostante l’infrazione del segreto su atti ottenuti tramite accesso riservato ai consiglieri non aiuti i professionisti
incaricati da aMo a costruire le migliori strategie per far valere l’interesse dei cittadini nelle opportune sedi e nonostante si continuino a esprimere parole di biasimo unicamente sulla base dell’appartenenza politica e non nei confronti di chi risulta al momento unica indagata rispetto ai fatti contestati.”
“Inoltre – conclude Bosi – a seguito del primo pignoramento mobiliare eseguito da aMo nell’ambito del Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso dal Tribunale nei confronti dell’ex dipendente sono rientrati nelle disponibilità della Società 20.000 euro, a conferma che anche risultati progressivi e puntuali contribuiscono in modo significativo alla tutela delle risorse pubbliche.
aMo va avanti con metodo e con serietà, per il recupero delle somme sottratte indebitamente. A questo pignoramento – che nonostante le ironie espresse da qualcuno ha avuto efficacia concreta – ne stanno seguendo altri, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, per mettere al sicuro i soldi dei cittadini”.


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