I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort evidenziano nel primo semestre 2009 una robusta contrazione della domanda di mobilità

Roma. La crisi morde anche i consumi di mobilità e la benzina meno cara mette in difficoltà il trasporto pubblico

Roma. La crisi morde anche i consumi di mobilità e la benzina meno cara mette in difficoltà il trasporto pubblico

Rispetto ai mezzi di trasporto l’auto registra una contrazione significativa (-5,7% di spostamenti), ma decisamente più contenuta rispetto a  quella del mezzo pubblico (-18,7%)Nella ripartizione complessiva degli spostamenti è inoltre da segnalare l’ulteriore arretramento della mobilità non motorizzata – tragitti a piedi o in bici

La crisi morde anche i consumi di mobilità e, assieme al ribasso del prezzo del carburante, mette in difficoltà il trasporto pubblico.
I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort evidenziano nel rapporto congiunturale di metà anno  1° semestre 2009 una robusta contrazione della domanda di mobilità.
Rispetto ai mezzi di trasporto l’auto registra una contrazione significativa (-5,7% di spostamenti), ma decisamente più contenuta rispetto a  quella del mezzo pubblico (-18,7%). Nella ripartizione delle quote modali (solo mezzi motorizzati), l’auto segna un progresso di circa 2 punti  percentuali, raggiungendo l’83,8% del totale, mentre il mezzo pubblico arretra dell’1,6%, attestandosi sull’11,5%, vale a dire il valore più  basso mai osservato dal 2001 ad oggi.  

I consumi di mobilità dei cittadini hanno resistito per oltre un anno all’incedere della crisi chiudendo in crescita, a sorpresa, il biennio 2007-2008. Ma l’approfondirsi della recessione nei primi mesi del 2009, con il PIL che viaggia con un segno negativo di oltre il 5%, alla fine ha bruscamente piegato la curva ascendente della domanda di mobilità. Allo stesso tempo, la diminuzione media del prezzo del carburante nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2008 si è riflessa negativamente sull’uso dei mezzi pubblici che hanno visto scendere sia il numero dei passeggeri trasportati,
sia la quota modale.

I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort evidenziano dunque nel primo semestre 2009 una robusta contrazione della domanda di mobilità, sia in termini di passeggeri*km, in diminuzione del 5,1% rispetto al primo semestre 2008 (il numero indice passa da 137,9 a 130,9), sia nel numero di spostamenti, in calo di oltre 9 punti percentuali e caratterizzato da un numero indice tra i più bassi mai osservati dall’avvio delle rilevazioni Audimob. Rispetto ai mezzi
di trasporto l’auto registra una contrazione significativa (-5,7% di spostamenti), ma decisamente più contenuta rispetto a quella del mezzo pubblico (-18,7%).
Nella ripartizione delle quote modali (solo mezzi motorizzati), l’auto segna un progresso di circa 2 punti percentuali, raggiungendo l’83,8% del totale, mentre il mezzo pubblico arretra dell’1,6%, attestandosi sull’11,5%, vale a dire il valore più basso mai osservato dal 2001 ad oggi.
Il trasporto pubblico sembra quindi aver esaurito la buona spinta manifestata nel corso del 2007 e del 2008, favorita anche dai livelli record del costo del carburante registrati durante buona parte dello scorso anno, mentre riemerge la difficoltà strutturale di fidelizzare la nuova utenza e di competere in modo duraturo con il trasporto privato e con l’auto in particolare.

Nella ripartizione complessiva degli spostamenti è inoltre da segnalare l’ulteriore arretramento della mobilità non motorizzata – tragitti a piedi o in bici – la cui quota scende sotto il 20% (19,5% contro il 20,9% del primo semestre 2008, è il valore più basso nella serie storica di “Audimob”, molto lontano dal picco del 27,9% registrato nel primo semestre del 2002).

La diminuzione dei consumi di mobilità appare del tutto evidente anche nell’analisi di altri indicatori, ad eccezione della quota di “popolazione mobile”, vale a dire la percentuale di persone con un’età compresa tra 14 e 80 anni che ha effettuato almeno uno spostamento in un giorno feriale medio, che tra il primo semestre 2008 e lo stesso periodo del 2009 aumenta dello 0,5% (dall’82,1% all’82,6%). In calo invece il numero pro capite di spostamenti della popolazione mobile (pari 3 nel primo semestre del 2009, ovvero 0,2 punti in meno rispetto allo stesso periodo del 2008), il tempo medio pro capite dedicato alla mobilità (qui la diminuzione è di ben 4 minuti sebbene il valore assoluto resti superiore all’ora giornaliera) e la distanza media percorsa (attestata a 36,2 km, in lieve contrazione rispetto al 2008).

Quanto alle motivazioni degli spostamenti tona a crescere la quota assorbita dalle ragioni di lavoro (31,5%), per chi ha un’occupazione ma anche per chi la cerca, dopo cinque anni di contrazioni piuttosto marcate (dal 37,3% del primo semestre 2003 al 29,2% del primo semestre 2008). Diminuisce invece il peso dei tragitti per gestione familiare e di quelli per tempo libero, coerentemente a quanto di norma a case quando la domanda di mobilità ripiega (si riducono gli
spostamenti non obbligati).

Le difficoltà del trasporto pubblico prima evidenziate trovano un’ulteriore conferma nei dati relativi alle propensioni di utilizzo dei mezzi di trasporto (misurato dal saldo tra le percentuali associate alle voci “aumentare l’uso” e “diminuire l’uso) che segnalano un calo leggero, ma significativo, dell’orientamento al maggior impiego del mezzo pubblico.
Per ultimo, nell’analisi degli indici di soddisfazione si registrano invece andamenti nel complesso positivi per le diverse modalità del trasporto collettivo: aumenta il voto medio assegnato all’autobus urbano (da 6,06 a 6,16), al pullman e autobus extraurbano (da 6,57 a 6,73), al treno di lunga percorrenza (da 6,53 a 6,70) e alla metropolitana (da 7,31 a 7,37).
Da segnalare in quest’ultimo caso che cresce ancora, seppure di poco, il divario di soddisfazione rispetto all’auto tra i residenti delle sole grandi città: il punteggio assegnato alla metropolitana sale a 7,45 (7,40 quello del primo semestre 2008), mentre quello assegnato all’auto scende a 7,24 (7,26 nel 2008). In diminuzione invece la soddisfazione per l’aereo, che resta tuttavia su livelli alti (da 7,88 a 7,58) e per il treno locale (da 5,98 a 5,94). Infine, tra i mezzi privati arretrano moto e bici, con voti tuttavia ben superiori all’8, mentre l’auto è nel voto medio totale sostanzialmente stabile (da 7,93 a 7,94).Manu Mich. – clickmobility.it

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