Energia, caro bollette e carburanti: dalla Regione 30 milioni di euro per sostenere sanità e trasporto locale, servizi pubblici essenziali.
La Regione Emilia-Romagna ha previsto uno stanziamento straordinario di 30 milioni di euro per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti sui servizi pubblici essenziali. L’intervento, contenuto nel progetto di legge di variazione del bilancio regionale 2026-2028, destina 20 milioni di euro al servizio sanitario regionale e 10 milioni al trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di garantire la continuità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Il provvedimento, promosso dall’assessore regionale al Bilancio e alla programmazione dei fondi europei, Davide Baruffi, è stato approvato dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale e dovrà ora affrontare l’iter di approvazione in Assemblea legislativa, con l’arrivo in Aula previsto entro la metà di novembre. Le risorse sono state recuperate attraverso una ricognizione straordinaria del bilancio regionale, che ha consentito di individuare nuove entrate e risparmi di spesa da destinare alle esigenze più urgenti.
La decisione nasce dai significativi aumenti dei costi energetici registrati durante il 2026 che ha colpito significativamente il settore del trasporto pubblico locale. Nel corso del 2026, i maggiori costi sostenuti dalle aziende del settore hanno raggiunto circa 15 milioni di euro, di cui quasi 8,9 milioni riconducibili al solo aumento del prezzo del gasolio. Per questo motivo, la Regione ha deciso di destinare 10 milioni di euro al comparto, cercando di evitare che l’incremento delle spese operative possa determinare una riduzione delle corse o un peggioramento dei collegamenti utilizzati quotidianamente da studenti, lavoratori e cittadini.
Il presidente Michele de Pascale ha sottolineato come l’intervento rappresenti una risposta alla difficile situazione economica, nella quale i rincari energetici rischiano di compromettere servizi fondamentali per la qualità della vita delle comunità. La scelta della Regione è stata quindi quella di concentrare le risorse disponibili su due priorità: la tutela della salute e il diritto alla mobilità. Secondo il presidente, sostenere questi settori significa garantire ai cittadini la possibilità di continuare ad accedere alle cure e di utilizzare mezzi pubblici efficienti per raggiungere scuole, luoghi di lavoro e servizi.
De Pascale ha inoltre riconosciuto che i 30 milioni stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le maggiori spese, ma costituiscono un contributo immediato per limitare le conseguenze dei rincari. In particolare, i 20 milioni destinati alla sanità serviranno a compensare gran parte dell’aumento dei costi energetici rispetto alle previsioni, mentre i 10 milioni per il trasporto pubblico contribuiranno a sostenere le aziende e a preservare l’attuale livello dei servizi.
Accanto all’intervento regionale, il presidente ha rivolto un appello al Governo nazionale, chiedendo maggiori finanziamenti strutturali per affrontare una situazione che interessa l’intero Paese. Secondo de Pascale, le misure previste dalla manovra nazionale, soprattutto per il settore sanitario, non rispondono ancora in maniera adeguata all’aumento effettivo dei costi e alle necessità dei sistemi sanitari regionali. Per questo ha sottolineato l’importanza di garantire risorse stabili, indispensabili per programmare le attività, sostenere il personale e assicurare ai cittadini prestazioni sanitarie adeguate.
Il presidente ha infine ribadito che la tutela della sanità pubblica e il mantenimento di un trasporto pubblico accessibile ed efficiente devono rappresentare obiettivi condivisi tra Regione e Governo, indipendentemente dagli orientamenti politici. L’aumento dei costi energetici, infatti, richiede risposte coordinate e finanziamenti adeguati per evitare che le difficoltà economiche si ripercuotano direttamente sui cittadini.
In sintesi, la variazione di bilancio da 30 milioni di euro rappresenta un intervento straordinario con cui l’Emilia-Romagna punta a contenere gli effetti del caro energia sulla sanità e sul trasporto pubblico. La misura mira a salvaguardare la continuità dei servizi essenziali, ma evidenzia anche la necessità, sostenuta dalla Regione, di un maggiore intervento finanziario dello Stato per affrontare in modo duraturo l’aumento dei costi.
(fonte: regione.emilia-romagna.it)


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